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pubblicato il 31/ott/2011 21:08

Pd/ La reazione 'dura' di Bersani a Renzi preoccupa molti

I timori di Franceschini, Fassino, Letta

Pd/ La reazione 'dura' di Bersani a Renzi preoccupa molti

Roma, 31 ott. (askanews) - Non sarà il 'big bang' annunciato da Matteo Renzi, ma il finesettimana fiorentino ha agitato parecchio le acque del partito democratico e oggi diversi esponenti di primo piano del partito. Le bordate con le quali il segretario ha replicato al sindaco di Firenze hanno messo in allarme anche dirigenti come il capogruppo alla Camera Dario Franceschini, il vice-segretario Enrico Letta, il sindaco di Torino Piero Fassino. Renzi è stato spesso sgradevole nei toni, hanno convenuto tutti, ma sarebbe stato meglio preparare una "risposta politica" e provare ad interloquire. Anche perché diversi dei contenuti proposti dal sindaco di Firenze, soprattutto in campo economico, toccano corde familiari anche a diversi esponenti della maggioranza bersaniana. E, soprattutto, tutti sono convinti che non si possa liquidare la questione della scelta del candidato alle primarie affidando tutto in mano ad un organo di partito. Bersani, dal canto suo, vive con insofferenza molti di questi distinguo: i sondaggi, ha spiegato a chi ci ha parlato, danno il centrosinistra in vantaggio, perché andare dietro a queste storie. Bersani è tutto centrato sulla manifestazione di sabato prossimo a Roma, che sembra quasi un'apertura di campagna elettorale per il segretario democratico. Le idee di Renzi sono "in continuazione con il veltronismo", dice Matteo Orfini, della segreteria. "Sono le idee neo-liberiste di questi ultimi 15 anni...". E se Bersani pubblicamente, attaccando il Governo, si è augurato una "novità politica", evitando di pronunciarsi tra governo di transizione o elezioni anticipate, il responsabile economia Stefano Fassina è netto: "Noi speriamo che le elezioni si facciano il più presto possibile...". E il ragionamento di Fassina era nell'ambito del dibattito sulle primarie, ormai non più rinviabile. Di nuovo, è Orfini a dire come stanno le cose: "Faremo le primarie di coalizione. Dopodiché ho sempre detto che non sarebbe saggio risolvere la discussione nel Pd limitandosi a dire 'leggete lo statuto'. Ma non possiamo nemmeno andare alle primarie di coalizione con quattro candidati del Pd, altrimenti le regaliamo a Vendola e Di Pietro. Bisogna trovare un modo perché il partito scelga il proprio candidato: può essere l'assemblea nazionale, si può fare una consultazione dei ciricoli, ci sono tanti modi...". Il problema, è che anche su questo molti hanno forti dubbi, nel partito. "Se Renzi dice che vuole candidarsi e Chiamparino pure - ragionano alcuni dirigenti di AreaDem - non si può semplicemente dire che 'decide la direzione o l'assemblea nazionale del partito'". E se i toni scelti da Renzi non sono piaciuti quasi a nessuno, nemmeno alla minoranza di Veltroni e Fioroni, resta il fatto che i contenuti del sindaco di Firenze sono condivisi da molti. Bersani, per ora, va avanti per la sua strada, intenzionato a riprendersi la scena con la manifestazione di sabato e sempre più convinto che gli spazi per evitare il voto in primavera siano sempre più stretti.

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