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pubblicato il 11/dic/2013 11:57

Pd: i giovani turchi rilanciano, Cuperlo accetti presidenza Assemblea

(ASCA) - Roma, 11 dic - Nessun correntone di opposizione, si' a Cuperlo presidente del Pd. I Giovani Turchi, in un'intervista di Matteo Orfini a ''l'Unita''', ribadiscono la loro linea all'indomani dell'assemblea dei gruppi parlamentari con Matteo Renzi. ''Non dobbiamo cedere - afferma il deputato dem - a un'idea che circola tra chi non ha votato Renzi, quella cioe' di considerarlo un barbaro che e' venuto a saccheggiare la nostra citta'. Renzi e' un nostro compagno di partito, che ha vinto il congresso e ora si trova di fronte a una sfida complicata: ricostruire il Pd. Il compito e la missione che ci hanno affidato quelli che hanno votato Cuperlo, allora, e' contribuire con le nostre idee alla ricostruzione del partito, non dar vita a un correntone di opposizione''. Di qui l'invito a Cuperlo ad accettare la presidenza del partito: ''Io penso che non si possa immaginare un presidente piu' autorevole e apprezzato di Cuperlo. E se la nostra missione e' far vivere le nostre idee nell'ottica di ricostruire il Pd, sarebbe giusto che non facesse cadere nel vuoto l'apertura unitaria di Renzi''. Il che, specifica Orfini, non prelude a un'entrata nella maggioranza: si tratterebbe piuttosto di partecipare ''in modo costruttivo, partendo dalle nostre posizioni, alla ricostruzione del Pd''. Cosa ''tanto piu' necessaria in un momento in cui in Italia ci sono gruppi poco trasparenti che stanno strumentalizzando il disagio che c'e' nel Paese''. I forconi, certo, ma non solo: ''Molti elementi ci dicono che la situazione si fa sempre piu' pericolosa, e noi dobbiamo dare una risposta sia sul terreno dell'azione di governo sia sul fronte della ricostruzione del partito''. ''A Renzi - dice ancora Orfini - voglio dire che una simile situazione non si affronta e tantomeno si risolve con gli slogan e colpi a effetto, come l'idea di convocare la segreteria alle sette di mattina''. Si affronta ''aiutando Letta a produrre una svolta radicale, ora che non c'e' piu' Berlusconi, lavorando sull'efficacia dell'azione di governo facendo attenzione al disagio sociale, facendo del Pd lo strumento lo strumento a disposizione per questa battaglia''.

Senza far cadere il governo: ''Io non ho incontrato disoccupati, precari, cassintegrati che mi chiedevano di far cadere il governo. Ne ho incontrati, e tanti, che mi chiedevano di farlo funzionare, di aiutarlo a interpretare i bisogni di chi sta peggio, di dare le risposte prima che sia troppo tardi''. com-ceg

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