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pubblicato il 29/lug/2011 16:30

Pd/ Franceschini rilancia 'grande alleanza', no da Vendola e Fli

Capogruppo Pd: Facciamo come Resistenza, Leader Sel: no pasticci

Pd/ Franceschini rilancia 'grande alleanza', no da Vendola e Fli

Amalfi, 29 lug. (askanews) - Grande allenza? No grazie. In sintesi è questo il bilancio del primo dibattito estivo che si è svolto al seminario di Area Democratica ad Amalfi dove Dario Franceschini ha invitato a discutere del dopo-Berlusconi quelli che ritiene debbano essere i futuri alleati del Pd: Nichi Vendola e Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera però ha dato forfait all'ultimo minuto e a rappresentare Fli c'è Benedetto Della Vedova. Il capogruppo del Pd alla Camera, padrone di casa ad Amafli, rilancia con forza la proposta di una grande alleanza tra tutte le forze di opposizione per battere Berlusconi e scongiurare il rischio che il centrodestra, vincendo le prossime elezioni, possa decidere anche chi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Ma l'ipotesi non riscuote consensi nè a sinistra dove Vendola sancisce il suo "dissenso totale", nè a destra dove Della Vedova spiega che Fli è più "interessata" a trovare un'alternativa in questa legislatura sostituendo Berlusconi a palazzo Chigi con una figura diversa". Alle prossime elezioni serve una grande alleanza di tutte le opposizioni, come si fece durante la Resistenza, perché bisognerà ricostruire il paese e perciò "chi se ne frega" se Fini è diverso da noi, spiega Franceschini, il cui ragionamento si basa anche sui rischi insiti nell'attuale legge elettorale che affida un premio di maggioranza alla coalizione che arriva per prima. "Attenzione perché nel 2006 eravamo avanti di 12 punti e abbiamo vinto per soli 24mila voti - avverte il capogruppo del Pd-, con questa legge elettorale rischiamo che chi vince col 38% ottiene il premio di maggioranza ed elegge il capo dello Stato. Questo rischio giustifica la necessità di alleare tutte le opposizioni per battere Berlusconi". Franceschini parla anche della necessità di ricostruire i valori e le regole democratiche massacrate da berlusconismo, uno sforzo che a suo avviso richiede uno schieramento "il più ampio possibile". Argomenti che però non convincono gli interlocutori. Vendola pensa infatti che le differenze tra il centrosinistra e Fli, che è una forza di destra, siano troppo grandi e che "se la politica si presenta come un pasticcio gattopardesco rischia grosso. Se non ci sarà una contesa politica forte, tutta la politica sarà travolta e anche qui ci saranno piazze Taharir o puerta del Sol. Il dolore potrebbe espolodere in odio verso una politica che non può chiudersi nel fortino invocando la responsabilità nazionale". Il capogruppo di Fli invece, pur senza dire di no a Franceschini, preferisce rilanciare la proposta di Fini di un governo di centrodestra per la fine di questa legislatura ma senza Berlusconi: "Questa legislatura, potrebbe ancora rispondere alle regole di un confronto civile e riscrivere la legge elettorale, potrebbe fare alcune cose importanti, perciò noi guardiamo con interesse ad un governo Maroni come l'inizio di una fase di transizione con le energie migliori".

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