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pubblicato il 14/dic/2013 11:19

Pd: Franceschini, Renzi e Letta ''cavalli di razza'' per fare squadra

Pd: Franceschini, Renzi e Letta ''cavalli di razza'' per fare squadra

(ASCA) - Roma, 14 dic - Renzi e Letta nemici? No, sono due ''cavalli di razza'', due ''numeri uno'' che diversamente dal passato sanno collaborare e fare squadra. Definirli nemici e' solo frutto di una facile dietrologia. Ad affermarlo e' il ministro per i Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, riprendendo la vecchia espressione di Carlo Donat Cattin rivolta a Moro ed a Fanfani nella Dc. Il ministro, in un'intervista all'ASCA parla anche delle riforme affermando che e' la volta buona. La politica e' cosi' fragile che non si puo' permettere alternative: le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale sono una via obbligata. Per quanto riguarda la legge elettorale, Franceschini sostiene che per raggiungere stabilita' e governabilita' l'unico sistema efficace e' un doppio turno e realisticamente ne indica uno di coalizione, andando cosi' oltre la proposta di doppio turno di collegio, avanzata dal suo partito. A domande sulla situazione politica e sociale con le proteste di piazza, Franceschini esprime preoccupazione per i fatti di violenza e condanna come sbagliati e immorali quegli interventi politici che gettano benzina sul fuoco solo per ottenere qualche consenso in piu', qualche titolo e presenza in piu' nei telegiornali. D - Molti sostengono che Renzi sia contro Letta e il governo, e che lavori per arrivare a elezioni anticipate in primavera. Come stanno le cose? Renzi e Letta sono davvero nemici come si dice?. FRANCESCHINI - ''Assolutamente no. E' una passione dietrologica. In Italia, anche per ricordi del passato, si fatica ad immaginare che ci possano essere due cavalli di razza che possano insieme trainare il carro. Non e' che avendo due numeri uno debbano per forza essere l'uno contro l'altro. Non e' cosi'. Letta sono amici da molti anni. C'e' un percorso politico comune e io penso che possano utilmente, uno al partito e l'altro al governo, lavorare nel 2014 naturalmente con delle propensioni diverse. Ad esempio, in questa fase e' naturale che mentre il presidente del Consiglio si concentri sull'azione di governo, il segretario del partito si concentra di piu' sul tema riforme, legge elettorale e bicameralismo, ma in un lavoro di squadra, finendola con questo schema che ha fatto tanto male al centrosinistra, al Pd e all'Ulivo negli anni passati, di avere sempre lotte per la leadership anziche' leader che collaborano. Io credo che sara' cosi'''. D - Un passaggio fondamentale per il Paese sono le riforme istituzionali. Quante probabilita' da' alla riforma che sul serio dovrebbe segnare il passaggio alla seconda Repubblica?. FRANCESCHINI - ''Come capita nelle vicende politiche, a volte le situazioni di fragilita' - e noi siamo in una oggettiva situazione di fragilita', con un governo di larghe intese e l'assenza di una maggioranza politica che ha vinto le elezioni - accadono cose che non sono potute accadere quando il quadro sembrava piu' facile. Sulle riforme costituzionali veniamo da vent'anni di tragici fallimenti. Molte parole e pochi fatti. Io penso che ci sia veramente la consapevolezza che questa sia l'ultima opportunita'. Poi la credibilita' della classe politica cadrebbe ancora di piu' e il sistema politico italiano sarebbe condannato alla lentezza in un mondo che va sempre piu' veloce. Per questo penso che se non si pongono obiettivi enormi difficilmente raggiungibili, ma si pongono obiettivi importanti e concretamente raggiungibili, il 2014 puo' diventare l'anno delle riforme. E per obiettivi raggiungibili intendo un sistema monocamerale con una sola camera elettiva e l'altra, la Camera delle regioni, non elettiva, e una legge elettorale che dia stabilita' e governabilita' anche in un quadro politico che si e' scomposto e in cui nessun schieramento raggiunge il 30 per cento. Non sono due piccole cose, sono due cose in grado di cambiare profondamente lo scenario istituzionale italiano e mettere in condizione, chi vincera' le elezioni future, di riuscire a governare''. D - Molto dipendera' quindi dalla scelta per la legge elettorale. Ma si riuscira' a fare la riforma?. Realisticamente qual e' secondo lei quella possibile? FRANCESCHINI - ''Naturalmente la legge elettorale, che e' una regola che riguarda tutti, maggioranza e opposizioni, va scritta con l'arco di forze il piu' largo possibile. Possibilmente piu' largo dell'attuale maggioranza, ma ovviamente partendo da questa maggioranza, con un'intesa all'interno di questa maggioranza. In uno scenario politico che non e' piu' quello degli anni passati con due schieramenti sopra il 40 per cento - ma che e' diventato uno scenario almeno tripolare, in cui gli schieramenti raggiungono a fatica il 30 per cento - penso che bisogna immaginare una legge elettorale che consenta di avere un vincitore che governa senza forzare le regole. L'unico sistema che porta a questo risultato - e lasciamo stare a chi conviene perche' e' impossibile saperlo - e' un sistema a doppio turno. Io preferisco un doppio turno di collegio che e' piu' trasparente e piu' chiaro, alla francese, ma penso che anche un doppio turno di coalizione consenta di dare governabilita' al paese''. D - Gli italiani sono preoccupati, in molti casi anche disperati, cosa si devono aspettare per il prossimo anno?. Insomma cosa c'e' dietro l'angolo?. FRANCESCHINI - ''Agli italiani, dal 2008, sono stati chiesti molti sacrifici e purtroppo la politica italiana nella gestione della crisi ha fatto dei drammatici errori negli anni di Berlusconi. Quest'anno, da quando noi siamo al governo, in una situazione difficile abbiamo messo a posto i nostri rapporti con l'Europa. Avere fatto una manovra correttiva alla vigilia della legge di stabilita' per restare sotto il tetto del 3 per cento, e' stato apprezzato come un segnale di correttezza e di impegno sui 'compiti a casa'. Gia' in questi 7 mesi siamo riusciti a restituire, dopo anni in cui le leggi di stabilita' chiedevano agli italiani. Tanto e' vero che la discussione e' stata se abbiamo restituito tanto o poco, bene o male: ma abbiamo restituito. E il 2014, avendo fatto bene i conti, sara' l'anno della restituzione. Bisognera' cominciare in particolare da chi non ha lavoro o l'ha perso: voglio dire che in un momento di crisi bisogna cominciare a restituire a chi sta peggio''. D - Non c'e' solo sfiducia c'e' anche rabbia. Cosa pensa delle manifestazioni dei forconi?. Molti fatti pongono interrogativi inquietanti nel senso che le proteste non paiono del tutto spontanee?. FRANCESCHINI - ''Intanto trovo ingiusto dare una rappresentazione del Paese prendendo come sentimento generale le reazioni di alcune centinaia di persone, moltiplicate dalle telecamere e dai media. Io ho visto l'immagine di un cittadino che guidava una macchina fermato ai blocchi dei forconi che diceva 'sto andando ad un colloquio di lavoro, se mi fermate lo perdo. Spostatevi'. Beh, questa e' l'Italia vera: quella che cerca lavoro e che affronta con dignita' e impegno il momento cosi' difficile della sua vita. Ci sono tante ragioni di disperazione, di paura, di poverta': il dovere della politica e' di dare delle risposte ed e' quello che stiamo cercando di fare, al meglio delle nostre capacita'. Un'altra politica e' quella sbagliata che alimenta, che butta benzina sul fuoco e che strumentalizza la rabbia e la disperazione per prendere qualche voto in piu'''. D - Ma chi e' che butta questa benzina? Ci sono fatti di violenza strana finanche striscioni che inneggiano alla mafia, si fanno chiudere i negozi. Si parla di una marcia su Roma. E Grillo si propone come moderno Masaniello... FRANCESCHINI - ''Basta guardarsi intorno e trovo irresponsabile, ma anche immorale, in un momento cosi' utilizzare le paure e la disperazione delle persone per un fine di partito. Per avere un titolo sui giornali o sui siti o qualche presenza in piu' nei telegiornali. E' una cosa immorale, oltre che sbagliata''. D - In Italia la politica e' tradizionalmente condizionata da lobby e corporazioni, ma anche da qualcosa di piu' come e' stata la P2 e poi la P3. Questi condizionamenti non sembrano del tutto esauriti. Quanto pesano questi inquinamenti e i poteri forti?. FRANCESCHINI - ''In qualsiasi paese ci sono degli interessi organizzati che provano a condizionare le scelte della politica. E piu' la politica e' debole e piu' gli interessi riescono a condizionare. Piu' la politica e' forte e piu' gli interessi vengono respinti: si ascoltano, ma poi si fanno scelte politiche autonome''. min/sat

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