lunedì 16 gennaio | 16:52
pubblicato il 04/giu/2013 19:55

Pd: Epifani, Congresso entro 2013. Separare segretario e candidato premier

Pd: Epifani, Congresso entro 2013. Separare segretario e candidato premier

(ASCA) - Roma, 4 giu - Il prossimo congresso del Pd -da tenere comunque entro l'anno- deve rilanciare il progetto originario del partito. In particolare separare il ruolo di segretario da candidato della coalizione di governo e prevedere organismi di partito piu' snelli. E' quanto ha affermato il segretario del Pd Gugliemo Epifani nella sua relazione alla direzione nazionale democratica. ''Il Congresso -ha detto- deve essere l'occasione per rilanciare l'idea, la visione, la cultura, l'identita' politica, il progetto dei democratici italiani. Va tenuto nei tempi previsti, comunque entro l'anno. Non c'e' un motivo per rinviarlo. Va pero' preparato bene e dal basso. La commissione che nomineremo ha il compito di predisporre le modalita', le regole ed i conseguenti, eventuali, cambiamenti dello Statuto, da sottoporre poi alla Commissione Statuto e all'Assemblea nazionale. In questo contesto dobbiamo affrontare quattro temi. Il primo: separare il ruolo del segretario da quello del capo della coalizione, senza piu' coincidenza. La contestualita' e' stata superata nelle scorse primarie ed e' improponibile oggi, dal momento che abbiamo alla guida del governo Enrico Letta, che era il nostro vicesegretario fino al mese scorso. Il secondo tema. Credo che sia opportuno partire con i congressi di base, avviando la discussione e il confronto sulla base di un documento costruito su temi essenziali ed eleggendo i segretari territoriali. Dobbiamo procedere lasciando lo spazio per ruoli di proposta e di elaborazione dal basso. Terzo tema. Dobbiamo prevedere organismi piu' snelli, sedi di discussione e decisione con presenze dai territori. Infine, dobbiamo definire criteri e platea per le primarie per il segretario nazionale. I tempi sono dati: a primavera elezioni amministrative e le elezioni europee. L'obiettivo e' curare il Pd, farlo uscire dalle sue difficolta', farne una forza politica aperta, anche se in una logica di partito, anche se a rete, anche se leggero. E rafforzare il sentimento di una comune appartenenza a una comunita' di destino fatta di donne e uomini. La nostra centralita'. Sistema politico italiano e' fragilissimo. Se togliamo ai partiti personali i loro leader non sappiamo cosa sara' di loro. Spesso imbarazzano l'Europa. Non e' cosi' per noi e per la nostra famiglia europea''. min/vlm

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