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pubblicato il 24/lug/2013 18:05

PD: D'Antoni presenta documento di riforma della Pa in 15 proposte(1Upd)

(ASCA) - Roma, 24 lug - Nel pomeriggio, presso la sala conferenze della sede nazionale del Partito Democratico, in via S. Andrea delle Fratte, e' stato presentato il documento del PD ''Le pubbliche amministrazioni al servizio dei cittadini, delle imprese, del Paese''.

L'iniziativa e' dedicata a Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo, scomparsa ieri in seguito all'aggressione subita nei giorni scorsi in municipio. ''La scomparsa di Laura ci ha sconvolti. Non possiamo che dedicare a lei una giornata sulla buona amministrazione e sulla legalita''' ha affermato Sergio D'Antoni, presidente Forum sulla PA, aprendo il convegno e presentando il documento, articolato in quindici proposte di riforma per tre campi di intervento: produttivita', semplificazione e legalita'.

''Dobbiamo superare gli sterili attacchi delegittimanti che hanno caratterizzato i governi passati'', ha spiegato D'Antoni. ''La Pubblica Amministrazione rappresenta una grande risorsa per il Paese e non una palla al piede''.

All'incontro interverranno il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, e il capo della Ugl, Giovanni Centrella.

Previste inoltre le relazioni del presidente Anci, Piero Fassino, del presidente Upi, Antonio Saitta, del vicepresidente Confindustria, Gaetano Maccaferri, della vicepresidente di Cna, Maria Fermanelli, e del direttore generale Confcommercio, Francesco Rivolta.

I lavori termineranno con un intervento del segretario nazionale del PD, Guglielmo Epifani.

Al centro dell'iniziativa e del documento, l'idea che un settore complesso come quello della PA, non si cambia con norme-bandiera o con indiscriminati tagli lineari. ''Dobbiamo superare la sterile impostazione demagogica e delegittimante che ha caratterizzato i governi passati - spiega D'Antoni - .

La PA rappresenta una grande risorsa per il paese, non una palla al piede. Certo, occorre efficientare, semplificare e rinnovare. Ma questi traguardi si ottengono con riforme partecipate, volte a responsabilizzare dirigenti e dipendenti pubblici nei processi di controllo''. Istituzionalizzare questo modello, si legge nel documento, vuol dire rafforzare l'impianto privatistico del rapporto di lavoro e destinare parte dei risparmi ottenuti da un piu' stringente controllo alla contrattazione di secondo livello, che lega le retribuzioni alla produttivita'.

Il PD chiede poi un criterio di flessibilita' in uscita anche per i dipendenti pubblici, con l'estensione del progetto di legge Damiano-Baretta anche nel pubblico impiego, e la ripresa di un turnover pari almeno al 50%, destinato per meta' ai vincitori di concorso non immessi in servizio e ai precari specializzati. Si propone inoltre l'indennizzo automatico e forfettario per chi subisce ritardi nelle procedure amministrative e una mobilita' nuova, che riallochi dove possibile le pratiche negli uffici sottoutilizzati. Di qui la necessita' di accelerare e unificare le risorse informatiche secondo criteri di open government. Quanto al fondamentale capitolo della legalita', il documento invoca un rafforzamento della legislazione relativa alla incandidabilita' per reati di mafia, che deve scattare prima del terzo grado di giudizio.

Si chiede inoltre una nuova e severa normativa sul falso in bilancio e l'introduzione del reato di autoriciclaggio. Sul piano amministrativo si invoca poi che le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato acquistino tutti i beni e i servizi necessari al loro funzionamento aderendo alla Consip.

Che le procedure e i meccanismi della mastodontica macchina della PA vadano alleggerite valorizzata secondo gli standard dei piu' grandi paesi europei e' sotto gli occhi di tutti - si legge sull'introduzione del documento -. Vanno ridotti drasticamente i centri di spesa. Ridotte le consulenze improduttive e i costosi quanto inutili outsourcing. Ma non e' delegittimando la PA e il pubblico impiego che si da' speranza all'Italia. Bisogna riconoscere nuova competenza e nuova autonomia ai lavoratori. Non c'e' strada migliore per reimpostare i rapporti tra politica e istituzioni, incardinando la nuova dirigenza su binari ''manageriali'', lontani dalle logiche dello spoils system.

Non c'e' via piu' diretta per sfrondare radicalmente la burocrazia, rilanciare modelli organizzativi, trasformando finalmente l'amministrazione pubblica in un fattore decisivo di crescita e di sviluppo nazionale.

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