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pubblicato il 15/ott/2012 21:09

Pd/ D'Alema invoca partito, Bersani evita 'grana' ricandidature

Veltroni spariglia.Segretario tace.E farà decidere base e partito

Pd/ D'Alema invoca partito, Bersani evita 'grana' ricandidature

Roma, 15 ott. (askanews) - La questione ricandidature era già delicata, la campagna di 'rottamazione' di Matteo Renzi stava già creando più di un problema ai vertici del Pd e la mossa di Walter Veltroni ha ulteriormente complicato tutto. Intanto perché l'ex segretario ha scelto di dare il suo annuncio proprio nel giorno della partenza della campagna per le primarie di Pier Luigi Bersani, togliendo parecchio spazio al segretario e la cosa ha dato parecchio fastidio nel giro bersaniano. Ma, soprattutto, perché adesso il tema ricandidature diventa ancora più delicato, non c'è solo il sindaco di Firenze ad incalzare, e non è un caso che proprio oggi Massimo D'Alema abbia voluto mandare un segnale chiaro: "La mia disposizione è a non candidarmi. Quindi, semmai, potrò candidarmi se il partito mi chiede di farlo". Il problema è che Bersani pare intenzionato a lasciare, come prevede lo statuto, che sia la direzione del partito ad occuparsi della vicenda, evitando di prendere posizione nella diatriba e limitandosi a ribadire i 'principi genarali', come fa quando dice che non ci possono essere "foglie nuove senza radici". Il fatto è che, raccontano, D'Alema nelle ultime settimane si era già sfogato con più di un dirigente democratico: la campagna di Renzi è intollerabile, avrebbe detto, mi aspetterei di sentire una parola dal vertice del partito su questo. Secondo alcune versioni maliziose, persino le frasi pronunciate oggi da D'Alema volevano sottolineare proprio il silenzio del partito di fronte agli attacchi di Renzi. A chi gli ha chiesto se fosse d'accordo con Rosy Bindi che, secondo quanto riportato da Repubblica avrebbe detto che il partito deve difendere i suoi dirigenti, D'Alema ha replicato: "Assolutamente non sono d'accordo. Come vedete io sono stato difeso dagli attacchi di Renzi da rettori di molte delle principali università, non dal partito. Non è il partito, sono gli elettori che ci difendono". Bersani, racconta più di un dirigente, vuole promuovere un deciso rinnovamento, senza però falcidiare l'intero gruppo dirigente. Soprattutto, il segretario sembra poco intenzionato a farsi trascinare nella polemica. Qualcuno fa notare che l'appello 'pro-D'Alema' apparso oggi sull'Unità è anche un modo per ricordare al segretario che dirigenti come l'ex ministro degli esteri sono in grado di spostare ancora molti voti sul territorio. Un argomento 'forte' in vista di primarie come quelle che si terranno a fine novembre.

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