sabato 10 dicembre | 14:13
pubblicato il 21/gen/2014 15:37

Pd: Cuperlo a Renzi, mi dimetto perche' non voglio che omologhi..(1 upd)

(ASCA) - Roma, 21 gen 2014 - Gianni Cuperlo si e' dimesso dalla carica di presidente del Pd contestando ''l'omologazione, di linguaggio e di pensiero'', verso cui starebbe a suo dire andando il partito sotto la guida di Matteo Renzi. La decisione, che Cuperlo rende nota sul suo profilo Facebook pubblicando una lettera indirizzata a Renzi, arriva il giorno dopo il duro scontro avuto con lo stesso segretario durante i lavori della Direzione del partito. ''Mi dimetto perche' sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che - dice Cuperlo - non puo' piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto - aggiunge - perche' voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto - dice ancora - perche' voglio avere la liberta' di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che cio' appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacita'''.

Questo il testo della lettera: ''Caro Segretario, dal primo minuto successivo alle primarie ho detto due cose: che quel risultato, cosi' netto nelle sue dimensioni e nel messaggio, andava colto e rispettato, e che da parte mia vi sarebbe stato un atteggiamento leale e collaborativo senza venir meno alla chiarezza di posizioni e principi che, assieme a tante e tanti, abbiamo messo a base della nostra proposta congressuale. Ho accettato la presidenza dell'Assemblea nazionale con questo spirito - spiega Cuperlo - e ho cercato di comportarmi in modo conseguente. Prendendo parola e posizione quando mi e' sembrato necessario, ma sempre nel rispetto degli altri a cominciare da chi si e' assunto l'onere e la responsabilita' di guidare questa nuova fase. Nella direzione di ieri - ricorda l'esponente Pd - sono intervenuto sul merito delle riforme e sul metodo che abbiamo seguito. Ho espresso apprezzamento per l'accelerazione che hai impresso al confronto e condiviso il traguardo di una riforma decisiva per la tenuta del nostro assetto democratico e istituzionale. Non c'era alcun pregiudizio verso il lavoro che hai svolto nei giorni e nelle settimane passate. Lavoro utile e prezioso, non per una parte ma per il Paese tutto. Ho anche manifestato alcuni dubbi - insisto, di merito - sulla proposta di nuova legge elettorale. In particolare gli effetti di una soglia troppo bassa - il 35% - per lo scatto di un premio di maggioranza. Di una soglia troppo alta - l'8% - per le forze non coalizzate e di un limite serio nel non consentire ancora una volta ai cittadini la scelta diretta del loro rappresentante. Dubbi che, per altro, ritrovo autorevolmente illustrati stamane sulle pagine dei principali quotidiani da personalita' e studiosi ben piu' autorevoli di me. Infine - sono ancora parole di Cuperlo - ho espresso una valutazione politica sul metodo seguito nella costruzione della proposta e ho chiuso con un richiamo a non considerare la discussione tra noi come una parentesi irrilevante ai fini di un miglioramento delle soluzioni. Nella tua replica - prosegue - ho ascoltato la conferma che le riforme in discussione rappresentano un pacchetto chiuso e dunque - traduco io - non emendabile o migliorabile pena l'arresto del processo, almeno nelle modalita' che ha assunto. Sino ad un riferimento diretto a me e al fatto che avrei sollevato strumentalmente il tema delle preferenze con tutta la scarsa credibilita' di uno che quell'argomento si e' ben guardato dal porre all'atto del suo (cioe' mio) ingresso alla Camera in un listino bloccato. E' vero. Per il poco che possano valere dei cenni personali - racconta Cuperlo - sono entrato per la prima volta in Parlamento nel giugno del 2006 subentrando al collega Budin che si era dimesso. Vi sono rientrato da ''nominato'' nel 2008 e nuovamente nel listino da te rammentato a febbraio di un anno fa. La mia intera esperienza parlamentare e' coincisa con la peggiore legge elettorale mai concepita nella storia repubblicana. Sarebbe per altro noioso per te che io ti raccontassi quali siano stati la mia esperienza e il mio impegno politico prima di questa parentesi istituzionale. Pero' la conosco io, e tanto puo' bastare. Quanto al consenso non so dire se in una competizione con preferenze ne avrei raccolte molte o poche.

So che alcuni mesi fa, usando qualche violenza al mio carattere, mi sono candidato alla guida del nostro partito.

Ho perso quella sfida raccogliendo pero' attorno a quella nostra proposta un volume di consensi che io considero non banali. Comunque non e' questo il punto. Il punto e' che ancora ieri, e non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale. Il punto e' - spiega Cuperlo - che ritengo non possano funzionare un organismo dirigente e una comunita' politica - e un partito e' in primo luogo una comunita' politica - dove le riunioni si convocano, si svolgono, ma dove lo spazio e l'espressione delle differenze finiscono in una irritazione della maggioranza e, con qualche frequenza, in una conseguente delegittimazione dell'interlocutore. Non credo sia un metodo giusto, saggio, adeguato alle ambizioni di un partito come il Pd e alle speranze che questa nuova stagione, e il tuo personale successo, hanno attivato. Tra i moltissimi difetti che mi riconosco non credo di avere mai sofferto dell'ansia di una collocazione. Ieri sera, a fine dei nostri lavori, esponenti della tua maggioranza hanno chiesto le mie dimissioni da presidente per il ''livore'' che avrei manifestato nel corso del mio intervento. Leggo da un dizionario on line che la definizione del termine corrisponde piu' o meno a ''sentimento di invidia e rancore''. Ecco, caro Segretario - sottolinea Cuperlo - non e' cosi'. Non nutro alcun sentimento di invidia e tanto meno di rancore. Non ne avrei ragione dal momento che la politica, quando vissuta con passione, ti insegna a misurarti con la forza dei processi. E io questo realismo lo considero un segno della maturita'. Non mi dimetto, quindi, per ''livore''. E neppure per l'assenza di un cenno di solidarieta' di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata con motivazioni alquanto discutibili. Non mi dimetto - continua - neppure per una battuta scivolata via o il gusto gratuito di un'offesa. Anche se alle spalle abbiamo anni durante i quali il linguaggio della politica si e' spinto fin dove mai avrebbe dovuto spingersi, e tutto era sempre e solo rubricato come ''una battuta''. Mi dimetto - rileva - perche' sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non puo' piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto perche' voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perche' voglio avere la liberta' di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che cio' appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacita'''.

fdv

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Renzi verso ok a governo Gentiloni, ma su data voto è rebus
Governo
Orlando: governo per andare al voto, ma Pd non lo fa da solo
Governo
Seconda giornata consultazioni da Mattarella, Gentiloni in pole
Governo
Da Mattarella possibile incarico domenica, in pole c'è Gentiloni
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Furono i sardi i primi a produrre vino nel Mediterraneo
Turismo
Confesercenti: alberghi prenotati al 75% per Ponte Immacolata
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
All'Isola della Sostenibilità il mondo dell'economia circolare
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Europei, Olimpiadi e terremoto, il 2016 su Facebook in Italia
Motori
Flash Mob ai Fori per Amatrice con la Ferrari del record in Cina