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pubblicato il 12/nov/2013 08:32

Pd: cresce l'attesa per le primarie, ora e' polemica sui sondaggi

Pd: cresce l'attesa per le primarie, ora e' polemica sui sondaggi

(ASCA) - Roma, 12 nov - Chiuso ieri il termine per tesserarsi, l'ultima controversia in casa Pd riguarda i candidati alla premiership. Il segretario pro tempore Guglielmo Epifani, intervistato da SkyTg24, non esclude che nelle primarie per il candidato del centrosinistra a palazzo Chigi possa candidarsi l'attuale premier: ''Letta decidera' lui quando terminera' la sua esperienza. E' una cosa che puo' essere, come possono esserci anche altri candidati. Ma vorrei che assumessimo questo come un percorso fisiologico''. La pensa cosi' Gianni Cuperlo che nella corsa per la segreteria del Pd fa un punto di distinzione la separazione degli incarichi e polemizza con Matteo Renzi che vorrebbe dirigere il partito e ricandidarsi a sindaco di Firenze. Letta, intervistato su Raiuno, non accentua le contrapposizioni: ''Non penso a queste cose, il mio compito e' esclusivamente finalizzato a raggiungere gli obiettivi che ho indicato per il governo''. I renziani non gettano benzina sul fuoco e si limitano a segnalare come la conquista della segreteria del partito sia solo il primo passo per conquistare, quando ce ne saranno le condizioni, la guida del prossimo esecutivo. Dopo quella che e' stata definita la ''guerra delle tessere'' delle scorse settimane, ora c'e' la ''guerra dei sondaggi''. Secondo ''Europa'', Renzi vincerebbe le primarie con oltre il 70% di preferenze. Una previsione che non piace a Pippo Civati che invece prevede ''sorprese'' nello scrutinio dell'8 dicembre. I cuperliani fanno presente che i dati sui congressi di Circolo indicano una tendenza positiva per il loro candidato in lotta testa a testa con Renzi. I renziani contano sul voto degli esterni al Pd, quando l'8 dicembre potranno votare per l'elezione del segretario sia gli iscritti, sia i non iscritti. ''Aspetto tutti alle primarie. Molti ironizzano sul fatto che noi facciamo le primarie, sui nostri confronti e talvolta sui nostri scontri. Ma noi siamo gli unici in Italia che invitano centinaia di migliaia di persone a uscire di casa e mettersi in gioco. A provarci davvero. A essere cittadini, non solo utenti'', scrive Renzi in una lettera a tutti gli iscritti al Pd. Secondo alcune indiscrezioni, lo stato maggiore del partito si attende una partecipazione alle primarie che potrebbe oscillare intorno ai due milioni. ''Non ci sono elezioni in vista'', si fa notare rispetto alle primarie di un anno fa che scelsero Pier Luigi Bersani candidato premier del centrosinistra riscontrando una partecipazione che ando' oltre i tre milioni. Meno cittadini che partecipano alle primarie potrebbe voler dire ridimensionare l'eventuale successo di Renzi che secondo i sondaggi vede crescere i consensi quando la platea dei partecipanti si allarga. Dai renziani si fa notare che il 27 novembre il clima politico tornera' a surriscaldarsi per via del voto del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Sia che il voto si svolga, sia che il Cavaliere decida di dimettersi senza aspettare il giudizio dell'Aula di palazzo Madama sara' inevitabile lo scontro tra centrodestra e centrosinistra, il che puo' far decidere di tornare alle urne delle primarie migliaia di elettori del Pd. Sembra invece ridimensionato il dissenso sui rapporti tra il Pd e il Pse, sul quale Beppe Fioroni aveva minacciato l'uscita dal partito per far rinascere la Margherita, malgrado Massimo D'Alema abbia proprio ieri sera dichiarato: ''Tutti pensano che io sia un dirigente del Pd. Il vero partito di cui faccio parte e' quello del socialismo europeo. Mi dicono che il Pd potrebbe entrarci, io lo aspetto a braccia aperte ma al momento i rapporti sono ancora distanti''. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato proprio Renzi, nel corso di un incontro con Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo e probabile candidato alla presidenza della Commissione europea, a insistere perche' il prossimo congresso del Pse si svolgesse a Roma come poi e' stato deciso. Il sindaco di Firenze non ha celato in varie dichiarazioni che non ha nulla in contrario all'adesione del Pd al Pse: ad averlo convinto a questa prospettiva e' la predilezione per il bipolarismo che negli altri paesi europei vede contrapporsi partiti socialisti aderenti al Pse e partiti popolari aderenti al Ppe. In questo modo sottrae inoltre a Gianni Cuperlo e a Gianni Pittella un argomento propositivo in vista delle primarie del prossimo 8 dicembre. Parte dell'ala cattolica punta pero' i piedi. Scrive oggi su ''Europa'' Pierluigi Castagnetti: ''La decisione di Epifani di organizzare a Roma il prossimo congresso del Pse, supponendo dunque l'affiliazione del Pd al Pse, e' un atto politicamente illegittimo perche' non e' stato assunto da un organo collegiale competente''. Ma ormai Renzi, Epifani, Cuperlo, Civati e Pittella sull'adesione al Pse sono tutti d'accordo. gar/sam/

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