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pubblicato il 25/ott/2012 21:21

Pd/ Contromossa Bersani: Non regalo Monti agli altri

No bis "con maggioranze spurie"

Pd/ Contromossa Bersani: Non regalo Monti agli altri

Roma, 25 ott. (askanews) - Ieri ha accompagnato il leader Spd Sigmar Gabriel a palazzo Chigi, oggi, fuori dall'Eliseo, ha usato accenti diversi dal solito per dire no al 'Monti-bis'. A Pier Luigi Bersani certo non sfugge il lavorio di pezzi del suo partito e di molti potenziali alleati in favore di un 'secondo tempo' del presidente del Consiglio, né i richiami del Colle a non "sprecare" quanto fatto durante l'ultimo anno e per questo, raccontano, messa al sicuro l'alleanza con Sel, ha intensificato il suo lavoro diplomatico con il presidente dle Consiglio. Tanto più dopo il passo indietro annunciato da Silvio Berlusconi, dagli sviluppi ancora imprevedibili, ma che potrebbe alla fine facilitare la creazione di un 'partito di Monti', sia pure ancora privo del 'marchio' originale rappresentato dal nome del professore. Bersani, racconta qualche parlamentare democratico, ha voluto dire chiaramente che non ha alcuna intenzione di regalare Monti a nessuno e oggi lo ha fatto capire più chiaramente del solito. Già negli ultimi giorni il leader Pd aveva spiegato che Monti non sarebbe tornato all'università, ma oggi ha sottolineato in maniera più netta: "Assieme a lui, se tocca a noi, valuteremo quale può essere il miglior contributo (che Monti potrà dare, ndr)"; con l'aggiunta: "Zero possibilità per il Monti-bis, se 'Monti 2' vuol dire andare avanti con delle maggioranze spurie. Per il resto decide la politica...". Certo, il leader Pd non intende "arruolare" Monti, e ovviamente non ha nessuna intenzione di presentarsi alle elezioni proponendo "Monti dopo Monti" come fa Casini. Ma il segretario democratico non vuole nemmeno lasciare ai centristi la 'bandiera' del montismo. Bersani corre per le primarie e per palazzo Chigi, se vincerà le primarie, su questo non ci sono dubbi. Ma il leader democratico capisce molto bene che sarebbe un errore politico farsi cucire addosso l'etichetta dell'anti-Monti. Intanto, perché il nome del premier è diventato comunque un marchio di garanzia che può tornare molto utile dopo le elezioni sia all'Italia che a un governo Bersani: Monti può essere un ottimo presidente della Repubblica, ma anche un nome importantissimo da giocare come presidente del Consiglio europeo.

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