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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Pd/ Commiato di Veltroni da Camera: Ora rivoluzione democratica

"Basta con urla e insulti, parlare il linguaggio della verità"

Roma, 22 dic. (askanews) - Racconta di essersi commosso solo per l'affetto che gli hanno dimostrato i commessi. Di sicuro, Walter Veltroni ha voluto lasciare il Parlamento con un lascito politico, un invito a proseguire "la missione storica del Pd". Veltroni pronuncia la dichiarazione di voto sulla fiducia mettendo in guardia dal "più pericolo dei sentimenti, la paura" che domina questa fase storica, richiama il valore della "speranza", invita a guardare al "futuro". L'ex segretario del Pd ringrazia il capo dello Stato: "L'Italia ha bisogno di idee serie e di persone serie che possano guidarla fuori da questo tunnel. Come ha saputo fare, e dobbiamo tutti ringraziarlo, Giorgio Napolitano". Quindi, il passaggio più politico del discorso, l'invito a non rinnegare l'esperienza del governo Monti. Ha avvertito Veltroni: "Il presidente Monti ha fatto molto. Non riconoscerlo ora, in ragione delle sue scelte future, sarebbe intellettualmente disonesto. Anche perché lo abbiamo fatto insieme. Noi non faremo come chi, in questi giorni, un giorno dice che lei ha distrutto il paese con norme che peraltro ha votato, il giorno dopo la invita a guidare i moderati e quello dopo ancora dice che è un 'piccolo uomo'. Noi consideriamo quest' anno importante ma vogliamo andare oltre. Noi siamo una forza seria, che vuole più Europa, che sa prendersi le responsabilità più difficili, che sa che prima di tutto viene l'interesse della nazione". Gli unici espliciti accenni polemici sono rivolti a Silvio Berlusconi e all'anti-berlusconismo, che anno avere ridotto la politica a "illusionismo da circo di provincia", di avere paralizzato il Paese con "urla e insulti". Il Pd, per Veltroni, deve essere un'altra cosa: "Noi vogliamo che il figlio del professionista e quello dell'operaio abbiano le stesse possibilità di riuscire nella vita. Noi vogliamo che l'Italia che produce, che paga le tasse, che lavora e fatica onestamente, che rischia da poliziotto o da magistrato, che insegna o ricerca si senta chiamata fuori dalla trincea e si renda disponibile ad una nuova stagione di dinamismo e di innovazione. Non la paura , la speranza. Non l'odio, ma l'ascolto. Non l'egoismo sociale ma una parola perduta: comunità. Non il populismo, ma il linguaggio della verità. E' questa la missione storica del Pd. Far incontrare i riformismi, far ripartire il paese".

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