giovedì 19 gennaio | 04:15
pubblicato il 09/ott/2012 21:39

Pd/ Big contro Fassina, ma Bersani va per la sua strada

E D'Alema è irritato per silenzio sugli attacchi di Renzi

Pd/ Big contro Fassina, ma Bersani va per la sua strada

Roma, 9 ott. (askanews) - Il copione ormai è più che rodato: sortita 'anti-Monti' di Stefano Fassina, reazioni di 'montiani' e non solo del Pd, Pier Luigi Bersani che fa quasi finta di niente e, comunque, si guarda bene dal bacchettare il suo responsabile economia. Il segretario non si fa tirare nella discussione sulla "rottamazione dell'agenda Monti", ai giornalisti ripete il suo refrain ("Il rigore è un punto di non ritorno ma ci vuole più lavoro e equità") e, di fatto, assolve il suo responsabile economia. Le reprimende pubbliche di Enrico Letta, Giuseppe Fioroni e Paolo Gentiloni, così come l'insofferenza rimasta privata di Dario Franceschini e Walter Veltroni, vengono lasciate cadere da Bersani. Del resto, anche chi prende la parola in pubblico è attentissimo a distinguere tra Bersani e Fassina. Alla fine, emerge l'immagine di un segretario sempre più deciso a seguire la sua strada, incurante delle tante lamentele dei 'maggiorenti'. Persino il malumore di Massimo D'Alema, che viene descritto molto irritato per il silenzio del Pd di fronte ai ripetuti attacchi di Matteo Renzi nei suoi confronti. Enrico Letta, di solito molto cauto, oggi ha alzato la voce: "Con l'intervento di oggi pubblicato sul Foglio, dal titolo 'Rottamare l'agenda Monti' a firma di Stefano Fassina, si è passato il segno". Fioroni, che invece è abituato a farsi sentire, ha rincarato: "Leggendo Fassina resto sgomento. Tra lui e Vendola la Carta d'Intenti del nuovo centrosinistra sembra proporre una riedizione di un'alleanza del Pd non solo con Sel ma con Idv e foto del Palazzaccio. Tutto questo non è tollerabile". Gli altri non si sono lamentati in pubblico, ma basta fare qualche chiacchiera off the record per capire che la mossa di Fassina non è piaciuta quasi a nessuno. Eppure Bersani non dà alcun peso alla cosa. "La verità - spiega un dirigente di AreaDem - è che Bersani non ascolta nessuno, da un po'". E se nonostante questo non si apre una discussione nei confronti del segretario, è anche "perché alla fine è lui che ha in mano le liste. E con le primarie Renzi guadagnerà uno spazio importante". Morale, il timore è che "Bersani 'rottami' davvero buona parte del gruppo dirigente". Insomma, molti sarebbero cauti per non inimicarsi il segretario. Di sicuro, Bersani sa che le sue mosse sulle primarie non sono piaciute, di discussioni il segretario ne ha dovute affrontare parecchie ancora fino a pochi giorni fa. E il leader Pd sa anche bene che l'idea di un 'Monti bis' nel partito trova molti più sostenitori di quelli che si dichiarano pubblicamente. Per questo, raccontano, Bersani ha deciso di ascoltare tutti ma di decidere quasi sempre in solitudine. E questo ai 'maggiorenti' piace sempre meno.

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