venerdì 09 dicembre | 08:48
pubblicato il 09/ago/2012 08:56

Pd/ Bersani: Se vinciamo, si vara una nuova politica industriale

Intervista al Sole: più attenzione all'economia reale

Pd/ Bersani: Se vinciamo, si vara una nuova politica industriale

Roma, 9 ago. (askanews) - Se il Partito Democratico vincerà le prossime elezioni, intende varare una "Nuova politica industriale" e mettere "al centro delle nostre preoccupazioni l'economia reale": lo dice Pier Luigi Bersani in una lunga intervista al Sole 24ore."Dobbiamo fare ogni sforzo per la crescita" assicura il segretario pd "o almeno per contrastare la recessione. Magari sui conti pubblici teniamo, ma qui rischiamo di arretrare decisamente nelle quote mondiali di produzione e lavoro". Dal governo Monti c'è "attenzione non sufficiente" dice Bersani, anche se "il problema viene da lontano. Per troppo tempo abbiamo assistito inerti allo spostamento di investimenti dall'economia reale alla finanza. Dobbiamo invertire la rotta". La ricetta Bersani prevede il ripristino del credito di imposta per la ricerca, "quando io ci lavorai immaginavo uno strumento che doveva insediarsi come strutturale"; un'Italia che punta "a fare l'italia; deve puntare sulle sue tradizioni, tipicità, sul patrimonio del made in Italy", e sulle "frontiere tecnologiche nuove"; sul "riuso delle aree industriali, una grande opportunità; oggi abbiamo enormi aree dismesse, bloccate dai costi di bonifica e dalle pastoie burocratico-amministrative"; e poi a proposito di nuova politica industriale, "ci sono tanti strumenti da rivedere: siamo a posto con le procedure straordinarie, leggi Prodi 1 e 2, la legge Marzano? Secondo me no". Il segretario Pd, scrive il Sole, manda rassicurazioni ai mercati. E su Vendola che apre a Casini a condizione che rinunci alle politiche liberiste, mercatiste e rigoriste, commenta "Le aggettivazioni ognuno le sceglie come vuole. Che però in questi dieci anni in Italia e in Europa si sia permesso che l'egemonia finanziaria dominasse su tutto è stato un problema". Quanto al rischio che a livello internazionale si guardi con ansia ai veti politici e sindacali che potrebbero condizionare un governo Pd, risponde "E' un pregiudizio. La nostra è una politica intenzionata a chiedere il consenso della gente dicendo come prima cosa che siamo in una crisi seria e che serve responsabilità. Ma io rifiuto l'affermazione che il governo Monti abbia fatto più riforme dei governi politici di centro sinistra". (segue=

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