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pubblicato il 15/giu/2013 11:59

Pd: Bersani, Renzi? Sveglissimo e intelligente. Ma non faccia vittimismo

Pd: Bersani, Renzi? Sveglissimo e intelligente. Ma non faccia vittimismo

+++Riforme: non sono contrario al semipresidenzialismo, il problema sono i contrappesi+++.

(ASCA) - Roma, 15 giu - ''Io non mi sono dimesso per ragioni personali, o per dispetto, sentimento che non conosco nella mia anima. Mi sono dimesso per fissare un punto: al prossimo congresso ragioniamo su cos'e' un partito, cos'e' una democrazia. Questo Paese e' inchiodato, non cresce, non riesce a fare riforme, non ha un'idea del futuro, perche' e' tarato su modelli personalistici o padronali o trasformisti o plebiscitari''. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, intervistato dal Corriere della Sera rispondendo alla domanda se si dimetterebbe ancora potendo tornare indietro.

All'obiezione che in tutte le democrazie ci sono i leader, Bersani ha risposto: ''Certo. Ma mentre le altre democrazie possono contare sulla stabilita' che danno le formazioni politiche, da noi si alzano comete che durano molto o poco ma finiscono, e aprono vuoti d'aria di sfiducia. Cosa c'e' dopo Berlusconi? Dopo Monti? Dopo Bossi? Dopo Grillo? Dopo Di Pietro? Grillo ora perde voti: qualcosa torna da noi; ma il resto va in sfiducia ulteriore''. Nel Pd dopo di lei potrebbe toccare a Renzi. Che cosa pensa davvero di lui? ''E un ragazzo sveglissimo, intelligente, fresco, pieno di energia. Puo' essere di enorme utilita' per il Pd. Mi va bene tutto -dice Bersani-, ma non il vittimismo. Renzi non puo' dire che ora noi vogliamo cambiare le regole per danneggiarlo, dopo che io ho cambiato le regole per farlo partecipare alle primarie, separando il ruolo da segretario da quello di candidato premier. Possiamo decidere di tornare indietro, ma sarebbe davvero strano. A maggior ragione adesso, che il premier e' un dirigente del Pd''. Renzi e' stato leale con lei? ''Non lo so. Non ho cose da lamentare, se non lo scarso affetto per il collettivo. Voglio un partito -spiega Bersani- che sia uno strumento al servizio della societa' civile, non uno spazio dove agiscono miniformazioni personalizzate. Magari fossero correnti; rischiano di essere filiere al servizio di una persona''. Quindi lei e' per un segretario diverso dal candidato premier, eletto solo dagli iscritti? ''Nessuno puo' accusare di voler restringere il campo proprio me -puntualizza Bersani-, che ho fatto due volte le primarie, e le ho vinte.

E non si dica che l'esito e' stato deciso da qualche burocrate; hanno votato milioni di persone. Ora Epifani propone: sganciamo i congressi di circolo e di federazione dal congresso nazionale. Sono d'accordo. Diamo tutto il tempo possibile e con il massimo di apertura a chi vuole iscriversi, anche a titolo speciale. Ma e' il Pd che sceglie il suo segretario. Quando sara' il momento, discuteremo del candidato premier''. Se il Pd diventa un partito personale, magari spostato al centro, c'e' il rischio di una scissione a sinistra? ''Sono radicalmente contrario. Non e' accettabile il solo pensarci.

Ma il rischio che tornino le vecchie faglie, Ds e Margherita, puo' prendere la mano. E il rischio si evita costruendo un grande partito europeo''. Quanto dura il governo Letta? Secondo Bersani ''il governo non deve legare la sua vita solo al compimento delle riforme istituzionali. Deve durare fino a quando la democrazia non si prende un presidio, fino a quando non si vedano risultati di una riforma della politica e dei partiti di cui il Pd con il suo congresso deve essere il battistrada''. Perche' lei e' contrario all'elezione diretta del capo dello Stato? ''Io -dice Bersani- non sono pregiudizialmente contrario al semipresidenzialismo. La mia preoccupazione e' evitare derive plebiscitarie, che pero' esistono anche nell'altra ipotesi di riforma, il cancellierato. Discutiamo di entrambe, ma partendo dai contrappesi''.

com-min

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