martedì 17 gennaio | 16:08
pubblicato il 09/giu/2012 05:10

Pd/ Bersani ottiene il sì di tutti e lancia la sua corsa

Su primarie con Renzi restano dubbi di molti. Prodi attacca

Pd/ Bersani ottiene il sì di tutti e lancia la sua corsa

Roma, 9 giu. (askanews) - L'operazione è riuscita a Pier Luigi Bersani, il segretario Pd ha ottenuto il sì unanime della direzione sul suo 'patto per la ricostruzione' e, soprattutto, sulla sua candidatura a premier che da oggi è ufficiale e 'blindata' dalle primarie che, ha assicurato, si faranno "entro l'anno". Nonostante i mal di pancia nei confronti del governo dei giovani bersaniani, come Matteo Orfini e Stefano Fassina, la direzione scorre abbastanza liscia e anche i battibecchi sulle nomine alle Autorità restano sullo sfondo. L'unico vero dispiacere, a Bersani, non arriva dalla sala riunioni dove è riunita la direzione, ma da Bologna: Romano Prodi è tornato a 'bombardare' il Pd, con perfida scelta dei tempi, proprio mentre Bersani lanciava la corsa della sua vita. Una stilettata che certo non fa piacere a Bersani, ma che non cancella il risultato ottenuto: il via libera di tutto il partito alla sua candidatura. Certo, come sottolineava proprio il prodiano Giulio Santagata, "anche quelli che solitamente non apprezzano le primarie oggi sono d'accordo, la sensazione è che ci sia un 'non detto', che si pensi che se ne riparlerà seriamente dopo l'estate...". Una lettura maliziosa che sembra avere qualche fondamento: nei giorni scorsi praticamente tutto il gruppo dirigente - D'Alema, Bindi, Letta, Finocchiaro, Franceschini, Fioroni - aveva fatto pressione sul segretario perché frenasse sull'idea di primarie. Qualcuno dice che Bersani aveva anche deciso una data e che poi ha accettato di 'sfumare' il percorso partendo dal patto dei progressisti e dei moderati' e limitandosi a fissare "entro l'anno le primarie". Proprio D'Alema, intervenendo in direzione, ha voluto sottolineare: "Io non ho un'opposizione di principio alle primarie, ho posto da lungo tempo l'esigenza di regolarle, di farne non un evento salvifico", non possono essere solo la "scelta del capo", ma "prima ci deve essere un progetto per l'Italia. Il modo in cui Bersani ha posto le cose è un modo serio, c'è prima la proposta politica, poi la legittimazione democratica... Le cose così sono nell'ordine giusto".

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