martedì 06 dicembre | 22:51
pubblicato il 06/giu/2011 20:54

Pd/ Bersani incassa l'unanimità e avverte alleati: noi il perno

Polemica con Vendola: "Serve un patto chiaro"

Pd/ Bersani incassa l'unanimità e avverte alleati: noi il perno

Roma, 6 giu. (askanews) - Questa volta c'è stata l'unanimità sulla relazione di Pier Luigi Bersani, nemmeno le astensioni di Movimento democratico delle ultime direzioni. Il tracollo del centrodestra alle amministrative ha messo la sordina a tutti i malumori che abitualmente dividono il Pd e il segretario può guardare alle prossime settimane con più ottimismo. L'unanimità del voto, in realtà, non rende giustizia alle diverse sfumature che comunque restano nel partito, ma oggi il dato è che il segretario è più forte dopo l'uno-due a Silvio Berlusconi e alla Lega, tanto da arrivare anche a tracciare un percorso un po' diverso da quello che ancora qualche giorno fa immaginava Massimo D'Alema nell'intervista a Repubblica: "La strada maestra sono le elezioni", ha ribadito il segretario; le alleanze si faranno, ma a partire dal "progetto" e il Pd sarà "il centro" della coalizione". Parole che riecheggiano quasi la veltroniana 'vocazione maggioritaria', come sottolinea Paolo Gentiloni: "Abbiamo apprezzato molto i toni di Bersani. Ha posto l'accento sulle responsabilità che ci attendono. E ha parlato di un partito di centrosinistra che si rivolge a elettori progressisti e moderati, e non delega la rappresentanza dei moderati. In questo senso ho visto una sua rivalutazione di quella che chiamavamo vocazione maggioritaria". Del resto, è anche comprensibile che Bersani riparta dall''orgoglio democratico'. Il Pd, nei sondaggi che arrivano al Nazareno, è addirittura davanti al Pdl, ormai primo partito in Italia, e il segretario vuol far pesare questo dato. Tanto più che se i candidati di Sel e Idv sono andati bene alle amministrative, lo stesso non si può dire dei partiti di provenienza. "Ora vogliamo essere il primo partito italiano - ha detto nella relazione d'apertura - e il soggetto primario dell'alternativa democratica e riformista". E ieri al Corriere della Sera aveva affidato un avvertimento al 'terzo polo', Udc in particolare: "Gli elettorati di sinistra e di centro si sono già ampiamente mescolati", aveva detto. Dunque, fuori discussione l'intesa tra progressisti e moderati, e "vedremo se l'alleanza avverrà tra elettori o tra forze politiche". Non solo, a conferma della ritrovata ambizione del Pd c'è la polemica di Nichi Vendola, irritato per le parole di Bersani sulla "affidabilità" di Sel da verificare sul programma. "Parole meschine, nessuno si metta in cattedra", aveva detto il leader di Sel stamattina. E Bersani ha precisato: "Non sono un maestrino, è un fraintendimento totale, per come sono le mie intenzioni. Ma dobbiamo fare un patto chiaro". Insomma, prima si verifica la convergenza sul "progetto", su quello si definisce l'alleanza che ha il Pd come "forza primaria" e a quel punto si sceglie il candidato premier. "Io ci sono - ha ripetuto Bersani - ma prima viene il progetto". Prima anche delle primarie, che Vendola invoca: "Prima viene il progetto, da lì i metodi per la scelta della leadership. Noi che siamo gli inventori delle primarie riteniamo preferibile il percorso delle primarie, ma c'è una sequenza logica e politica". Sull'alleanza con i moderati D'Alema insiste da tempo e dunque, intervenendo in direzione, ha voluto comunque avvertire: "E' assurda la pretesa di cambiare linea politica, come suggeriva il dibattito di questi giorni. La nostra proposta politica ha funzionato". Certo, ha aggiunto, il gruppo dirigente del 'terzo polo' deve prendere atto che i suoi elettori votano per i candidati del centrosinistra molto volentieri. Però, "i progressisti non sono autosufficienti anche se sono fondamentali. Non faremo l'errore del '93-'94 che ci portò dal trionfo delle comunali alla vittoria di Berlusconi alle politiche". Tema, questo dell'"errore" del '93-'94, ripreso anche da Fassino, Finocchiaro e Fioroni, che ha spinto Rosy Bindi a una battuta: "Posso ricordare che nel '93 il Pd non c'era? Non è cosa buona fare questi automatismi". E se D'Alema ha insistito sulla necessità di una nuova legge elettorale, Veltroni ha sottolineato che "le primarie e il bipolarismo sono ormai nella coscienza dei cittadini". Differenze però rimaste oggi sullo sfondo. Verranno fuori alla prossima direzione, che sarà dedicata al partito e durante la quale verrà probabilmente presentato quel progetto di "messa in sicurezza" delle primarie invocato da Bersani. Solo Fioroni oggi ha voluto mettere a verbale le sue perplessità sul rapporto col voto cattolico, sulle primarie e sul rapporto con i moderati in generale. Per il resto, oggi il segretario ha incassato l'apprezzamento anche di quel Veltroni che meno di un mese fa chiedeva una "discussione seria" sulla linea politica e rinsalda l'asse con Dario Franceschini e Piero Fassino.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Renzi vuole dalla direzione l'ok del Pd a elezioni anticipate
Governo
Alfano: pronostico elezioni anticipate a febbraio
Governo
Renzi e Pd pronti a governo istituzionale: ma con numeri larghi
Governo
Udc esce da Ap di Alfano: nuovi gruppi contro voto anticipato
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Veronafiere,Danese:con Vinitaly salto qualità nei paesi asiatici
Turismo
Ponte Immacolata, per un italiano su due hotel è luogo dolce vita
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Robotica soft, macchine più versatili ispirate a piante e animali
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni