lunedì 16 gennaio | 23:18
pubblicato il 10/set/2011 20:00

Pd/ Bersani avverte Berlusconi e rassicura suoi: Ora tocca a noi

Leader chiude festa Pesaro e lancia manifestazione 5 novembre

Pd/ Bersani avverte Berlusconi e rassicura suoi: Ora tocca a noi

Pesaro, 10 set. (askanews) - "Berlusconi deve togliersi di lì o ci porterà a fondo". Quello di Pier Luigi Bersani sembra un ultimatum per il governo del Cavaliere. Troppi gli errori commessi, e troppo grave la crisi del paese per pensare di andare avanti così fino al 2013. Dal palco della festa nazionale di Pesaro, il segretario del Pd ha lanciato il suo avviso di sfratto al centrodestra: "Adesso tocca a noi. Siamo già il primo partito del paese" e ci attende un compito non da poco: la ricostruzione del paese. Un messaggio di rassicurazione rivolto al suo popolo scosso dall'instabilità politica del momento. Non a caso Bersani traccia quasi un programma di governo e sul fronte delle alleanze avverte che non si ripeteranno gli errori del passato. "Meccanismi simili all'Unione non li faremo più - scandisce - il patto dovrà essere ben solido e avvenire fra soggetti che si rispettano". Ma intanto il pensiero del segretario è alla situazione di stallo imposta dalla maggioranza. "Non si può arrivare così al 2013. Sarebbe il disastro - ha ripetuto -. Se non si è disposti a un percorso nuovo si anticipi l'appuntamento elettorale" perchè non c'è più tempo "serve un governo più credibile. Non si può raccontare agli italiani né al mondo che chi ci ha portato in questa situazione può davvero tirarcene fuori", ha detto ancora Bersani, confermando però anche "la disponibilità a discutere di un passaggio, di una transizione che sia affidata ad un governo più credibile". Bersani ha denunciato le colpe del governo Berlusconi che non sono solo quelle legate alla crisi economica e alla manovra "ingiusta perchè colpisce chi ha di meno" ma ha tracciato anche le linee di un programma per la ricostruzione del paese che passa innanzitutto attraverso grandi riforme, tutte quelle che sono state bloccate dal populismo e dal berlusconismo per vent'anni. Riforme che ridiano anche dignità e lustro alla politica: al primo posto il dimezzamento dei parlamentari e poi una riforma elettorale che ridia lo scettro ai cittadini. Il Pd chiede perciò "subito una sessione parlamentare straordinaria che prenda decisioni su privilegi e costi della politica, come quelle sui vitalizi, i doppi incarichi, servizi immotivati". L'obiettivo è quello "di rinsaldare un concetto di onestà e trasparenza della politica, un impegno ineludibile che riguarda anche noi, anzi prima di tutto noi, perché noi siamo noi, diversi non per cromosomi ma per scelta politica e civile". Non poteva quindi mancare un passaggio sulla questione morale che sta investendo il partito per il caso Penati. Bersani non cita mai il suo ex braccio destro ma avverte: "Le critiche le accettiamo, l'aggressione no. Non accetteremo bufale o leggende metropolitane o teoremi assurdi su di noi", perciò "non passerà il tentativo di mnetterci tuti nel mucchio". Infine il leader del Pd illustra una road map di iniziative di mobilitazione che partiranno in autunno e che culmineranno in una manifestazione nazionale a Roma il 5 novembre "a sostegno dell'Italia,delle nostre idee per l'Italia e della necessaria svolta politica". L'accoglienza per Bersani a Pesaro è calorosa, ha ricevuto anche l'incoraggiamento dal palco di Carla Fracci, "Bersani è un personaggio meraviglioso", e maglia e cappellino in regalo dalla madre di Valentino Rossi. La festa nazionale di Pesaro ha visto in due settimane la partecipazione di un milione di persone con 2500 volontari impegnati. Oggi per l'arrivo del segretario sono andate a ruba le magliette con le frasi salite alla ribalta delle cronache anche grazie alla parodia di Maurizio Crozza: 'Non siamo mica qui a smacchiare i giaguari' e 'Non siamo mica qui a montare i pannelli fotovoltaici sulle lucciole". Sul palco con il segretario Franceschini, Finocchiaro, Bindi e Letta. La prossima festa si terrà a Reggio Emilia, annuncia Bersani, la città del tricolore, perchè "noi siamo un partito di patrioti, della Costituzione, il partito dell'unità della Nazione".

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