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pubblicato il 25/lug/2013 09:31

Pd: Barca, segretario non puo' fare il premier

Pd: Barca, segretario non puo' fare il premier

(ASCA) - Roma, 25 lug - Stop nel Pd al doppio incarico segretario-premier. Lo chiede l'ex ministro Fabrizio Barca in un'intervista a Repubblica. ''Va data ai cittadini la garanzia che il Pd sia la loro associazione - spiega - e che a livello nazionale, regionale, provinciale e locale, il segretario e i membri della segreteria democratica siano incompatibili con ogni carica istituzionale. Nel governo, come assessore, o sindaco''. Barca sottolinea che questi ''sono impegni che chiedo oggi a chi si candida segretario.

Le regole non si cambiano in corsa. Meno si cambiano le regole in corsa e meglio e' - ribadisce - perche' non si fanno modifiche per fregare questo o quello. No alle trappole''. Barca, parlando di regole, coglie l'occasione per fare una riflessione su Matteo Renzi, protagonista di uno scontro con Pier Luigi Bersani alle primarie proprio sulle regole. Il sindaco di Firenze, dice, ''viene percepito da una gran parte di chi incontro come fattore di rinnovamento e, se viene contrastato da un blocco di conservazione, allora nel Pd e' un perdi-perdi''. Per quanto Renzi ''possa immaginare il partito come un trampolino per Palazzo Chigi - continua Barca - sara' messo alla prova. Intanto prenda questi impegni e l'appello non e' rivolto solo a lui ma anche a Cuperlo, Civati, personalita' diverse ma di spessore''.

Barca si sofferma poi sulle larghe intese, che ''sono il frutto della malattia democratica, non viceversa. Squarciando il velo dell'apparato autoreferenziale e della contaminazione con lo Stato e ignorando per un istante i comportamenti diffusi frutto delle 'male bestie' - spiega Barca - il Pd si presenta come una risorsa sotto utilizzata, ricco di teste e di umanita' con robuste radici culturali''. Con 'male bestie', ''e uso una citazione di don Sturzo, mi riferisco - rileva l'ex ministro - a coloro che si affacciano al partito per cercare la scorciatoia di un posto di lavoro o una candidatura''.

Infine, ''io non mi candido perche' - afferma - ammazzerei quello che forse di buono ho fatto: ragionare cioe', convincendo in modo credibile le persone con cui ho parlato che non avevo affatto in mente di fare in modo piu' furbo quello che fanno tutti, cercare consensi. Si e' creato cosi' uno spazio di attenzione nel merito, sui contenuti''.

red-fdv

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