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pubblicato il 06/gen/2014 08:47

Pd: ancora polemiche dopo le dimissioni di Fassina

Pd: ancora polemiche dopo le dimissioni di Fassina

(ASCA) - Roma, 6 gen 2014 - Matteo Renzi non si scusa per aver provocato la decisione di Stefano Fassina di lasciare il governo. Scrive su facebook il segretario del Pd: ''Se il viceministro all'Economia, in questi tempi di crisi, si dimette per una battuta, mi dispiace per lui. Se si dimette per motivi politici, grande rispetto. I motivi delle dimissioni ce li spieghera' nel dettaglio alla Direzione Pd gia' convocata per il prossimo 16 gennaio raccontandoci cosa pensa del governo, cosa pensa di aver fatto, dove pensa di aver fallito. Lo ascolteremo tutti insieme con grande attenzione, cosi' fa un partito serio''. L'episodio a cui sono seguite le dimissioni di Fassina e' avvenuto sabato scorso nel corso della conferenza stampa che Renzi ha tenuto per spiegare quanto era stato deciso nella riunione di segreteria del Pd svoltasi inaspettatamente a Firenze. ''So che e' allergico al termine rimpasto, ma Fassina...'', stava dicendo un giornalista ma Renzi lo ha interrotto con un ''Chi?''. Poco dopo sono arrivate le dimissioni di Fassina con una dichiarazione: ''Le parole del segretario Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c'e' nulla di personale. E' questione politica. E' un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un'altra posizione''. La decisione e' senza appello: ''Restituisco irrevocabilmente il mio incarico al presidente Letta. Ringrazio il presidente Letta per la fiducia che mi ha concesso. Ringrazio anche il ministro Saccomanni per l'opportunita' che mi ha dato per lavorare con lui. Continuero' a dare il mio contributo al governo Letta dai banchi della Camera''. L'ex viceministro aggiunge in una successiva intervista all'Huffington Post: ''Non mi rassegno a un Pd padronale''. Renzi ribadisce la propria contrarieta' al rimpasto, ''parola che mi fa senso'' ha detto qualche giorno fa per evidenziare che i problemi di programma dell'azione di governo a suo parere non si risolvono con quella metodologia. Scrive su facebook il segretario del Pd: ''A differenza di quello che avrebbe fatto la politica tradizionale il primo mio gesto non e' stato chiedere il rimpasto, come Fassina mi ha chiesto su tutti i giornali. Continuo a non chiederlo. La preoccupazione del Pd sono gli italiani che non hanno un posto di lavoro, non i politici che si preoccupano di quale poltrona possa cambiare. Sono i problemi dell'Italia che interessano al mio Pd, non i problemi autoreferenziali del gruppo dirigente''. Renzi avverte inoltre i cronisti e i dirigenti del suo partito che non ha intenzione di cambiare il tono dei suoi incontri con la stampa: ''Mai. Non diventero' mai un grigio burocrate che non puo' scherzare, non puo' sorridere, non puo' fare una battuta. La vita e' una cosa troppo bella per non essere presa con leggerezza. Staro' sempre in mezzo alla gente, continuero' a fare battute e a riceverle, ma mettendo al centro il patto con gli elettori, non gli equilibri dei dirigenti''. Precisa infine il segretario piddino: ''I temi dell'agenda politica dettati dal Pd sono: legge elettorale, riforme costituzionali, interventi per il lavoro, perche' se non cresce l'occupazione andiamo tutti a casa, grandi iniziative su Europa e scuola, tagli di un miliardo ai costi della politica''. Prende posizione Gianni Cuperlo, presidente del Pd, competitor di Renzi nelle primarie congressuali: ''Sono colpito per le dimissioni di Fassina. E ancor piu' dispiaciuto per l'episodio che le ha generate. In un partito servono le idee ma, assieme, serve il rispetto per le persone. Tutte, a cominciare da quelle che fanno parte della tua stessa comunita'. Oggi la battuta del segretario del nostro partito non e' stata una traduzione felice di questo spirito. Mi auguro si tratti di un incidente''. Controbatte Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd: ''Non c'e' davvero motivo di fare polemiche, ma di lavorare e molto. Dispiace che il viceministro Fassina esprima in questo modo il suo disagio riguardo alla propria presenza nel governo''. Renzi ribadisce infine un'idea che va ripetendo da quando e' stato eletto segretario: ''Nessuno sta mettendo in discussione l'esistenza del governo, anzi: mette in difficolta' il governo chi lo vuole far stare fermo. Lo aiuta chi lo sprona a risolvere i problemi italiani''. Le dimissioni di Fassina creano pero' un ulteriore problema all'esecutivo guidato da Enrico Letta. Renzi incalza su legge elettorale, lavoro, unioni civili e trasformazione del Senato mentre il premier sta lavorando a un rinnovato patto di coalizione e pensa di cambiare alcune pedine nella composizione del governo usando la metodologia del rimpasto. Il rischio e' che Renzi e Letta finiscano per andare in rotta di collisione. Da qui l'urgenza di un incontro chiarificatore che, secondo fonti del Pd e di palazzo Chigi, potrebbe avvenire quanto prima. gar/cam

 

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