lunedì 16 gennaio | 12:06
pubblicato il 29/ott/2011 12:24

Pd/ A Firenze Big Bang di Renzi, ovazione per Alessandro Baricco

Con sindaco "rottamatori" Pd. C'è anche Civati:stop personalismi.

Pd/ A Firenze Big Bang di Renzi, ovazione per Alessandro Baricco

Firenze, 29 ott. (askanews) - E' il giorno del "Big Bang" a Firenze, l'evento organizzato dal sindaco "rottamatore" Matteo Renzi per dare una "scossa" al Pd e mettere in circolo idee ed energie nuove. All'evento a sorpresa si è presentato anche Pippo Civati, ex compagno di contestazione di Renzi, da cui poi ha preso le distanze negli ultimi mesi. "Basta con i personalismi", ha detto Civati entrando alla "Leopolda", "è un segnale che dovevo dare". L'intervento più applaudito è stato sicuramente quello dello scrittore Alessandro Baricco, che ha concluso la sessione di ieri sera. Baricco ha infierito contro la sinistra italiana, definendola "quanto di più conservatore" via sia "in questo Paese". D'altra parte le decine di interventi che si stanno succedendo da ieri sera non hanno quasi un taglio polemico, perché Renzi, in questa seconda edizione della 'Leopolda' ha voluto che si elaborassero solo "proposte in positivo, idee e contenuti". Le polemiche sul partito dunque devono restare fuori dal 'Big Bang'. E quanti vi partecipano non si accontentano più dell'etichetta "rottamatori", perché, ha detto Renzi, "il primo obiettivo, che era far parlare di rottamazione è stato ampiamente raggiunto". In questa tre giorni invece, dedicata all'Italia dell'eventuale dopo-Berlusconi, i punti toccati più spesso sono stati il rilancio della scuola, la facilitazione della creazione di nuove imprese e la sostenibilità ambientale. Dal palco, allestito con un divano, un frigorifero e una cucina, perché, spiega Renzi, vogliamo riportare la politica nelle case degli italiani, l'intervento più applaudito è stato comunque quello più polemico, di Baricco: "abbiamo allestito un sistema di privilegi in una zona scura del Paese -ha detto lo scrittore- tenuta assieme dal servilismo. Ai deboli dobbiamo concedere un sistema dinamico, non bloccato". Serve più "mobilità sociale", "la mia generazione -ha concluso Baricco- è diventata conservatrice, la sinistra in cui io sono cresciuto è ciò che c'è di più conservatore in questo Paese". Applausi scroscianti hanno accolto questo duro attacco.

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