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pubblicato il 13/nov/2014 16:12

Patto Renzi-Berlusconi, il giorno dopo cominciano i distinguo

Minoranza Pd contro capolista nominati. In Fi i dissensi restano

Patto Renzi-Berlusconi, il giorno dopo cominciano i distinguo

Roma, 13 nov. (askanews) - La minoranza del Pd che si ribella ai capilista nominati, i distinguo in Forza Italia, Gaetano Quagliariello che ammette che al Senato non sarà una passeggiata, i sospetti che l'accelerazione di Matteo Renzi sulla legge elettorale voglia dire comunque voto anticipato: il giorno dopo l'incontro tra il presidente del Consiglio e Silvio Berlusconi che è servito a fare il tagliando al patto del Nazareno si registrano le prime prese di distanza dall'intesa uscita ieri pomeriggio da Palazzo Chigi.

"Io voglio capire - dice Francesco Boccia - perché l'Italicum prevede 100 capilista nominati e non settanta, vorrei capire perché il numero dei nominati è così alto, 100 per lista, cioè 500 in tutto, su 630 deputati. Di 630 eletti alla Camera posso accettarne 50 nominati, al massimo 100, ma non 500. Altrimenti gli altri fanno il rodeo delle preferenze e andranno a sedersi accanto ai nominati. Siamo in una fase in cui bisgona essere trasparenti e onesti". Secondo Boccia, Renzi vuole le elezioni anticipate: "Lo dico da tempo e non c'è nessun motivo che mi porta a dire che non sarà a così a meno che nella legge elettorale venga scritto chiaramente che il nuovo sistema entra in vigore il primo gennaio 2018. Io vorrei che prima completassimo le riforme". Stefano Fassina riconosce che "sulla legge elettorale sono stati fatti dei passi in avanti, su questioni che da mesi proponiamo, però non è stato raccolto il punto decisivo, cioè quello di dare la possibilità ai cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti".

In Forza Italia Raffale Fitto, che guida la fronda dei dissidenti nel partito di Silvio Berlusconi, ha osservato: "Dobbiamo lavorare in Parlamento sul testo che verrà presentato. Lì si verificheranno le situazioni, lì faremo le nostre proposte: è auspicabile ed è giusto che si persegua un'intesa ampia perché le regole devono essere condivise". Maurizio Bianconi è più duro: "Noi non siamo disponibili per l'ammuina e faremo il nostro dovere contro il Senato degli imbrogli e contro la legge elettorale dei furbetti. In sostanza, il Patto del Nazareno si è trasformato nel Nazareno delle beffe". Mentre per Augusto Minzolini "il nuovo patto è solo una commedia degli equivoci"

Gaetano Quagliariello, coordinatore di Ncd, ammette che "in Parlamento non sarà una passeggiata, fare la legge elettorale non è mai una passeggiata" ma "è arrivato il momento di affrontare il tema della legge elettorale in Parlamento, basta chiacchiere. Non sarà facile ma Ncd sarà compatto e coeso. Il patto del Nazareno ha retto ma ancora di più ha retto il patto di maggioranza". E nel dibattito sulla legge elettorale interviene anche l'imprenditore Diego Della Valle chiedendo che "si approvi il prima possibile la legge elettorale. Si vada a votare il prima possibile, perché fare altri due anni così significa uccidere il Paese".

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