martedì 24 gennaio | 20:24
pubblicato il 26/lug/2013 12:00

Partiti/Anm:Effetti gravi da depenalizzare finanziamenti illeciti

Sabelli: Stento a credere si voglia passare da carcere a multa

Partiti/Anm:Effetti gravi da depenalizzare finanziamenti illeciti

Roma, 26 lug. (askanews) - Monito dall'Anm sugli effetti che potrebbe produrre l'approvazione dell'emendamento del Pdl alla legge sulle nuove norme di finanziamento dei partiti che depenalizza di fatto il finanziamento illecito, sostituendo i 4 anni di carcere oggi previsti come possibile sanzione con una sanzione amministrativa pecuniaria. "Non conosco le ragioni che sostengono questo tipo di proposta. Ma se le cose stanno così - ha dichiarato il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli, intervistato da 'la Repubblica'- sono veramente meravigliato di come si possa fare una proposta del genere. Stento a credere a una cosa del genere perché si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi". "Tanto per capirci - ha spiegato il presidente dell'Anm- bisogna ricordare che Mani pulite si fondava su tre pilastri: il primo era i reato di corruzione, il secondo quello di falso in bilancio". E "il terzo era quello del reato di finanziamento illecito ai partiti. Ora questa proposta di depenalizzazio-ne del finanziamento illecito vuol dire depotenziare quel terzo pilastro" "La norma attuale contro il finanziamento illecito - ha sottolineato ancora Sabelli- non vuole vietare il finanziamento nè impedirlo ma chiede la trasparenza. La riforma in discussione, inoltre, muove verso una curvatura che tende a valorizzare il profilo del sostegno del privato al partito. Ma questo sostegno non può non andare di pari passo con il rafforzamento della trasparenza. Mi conceda una citazione: Louis Bradeis, un giurista americano attivo fra fine ottocento e prima metà del novecento. La luce del sole è il migliore disinfettante. Come dire che la trasparenza è la migliore alleata della legalità". E la sanzione penale e detentiva, per il presidente dell'Anm, "oggi costituisce un rafforzamento dell'obbligo di trasparenza" perchè "è chiaro che la sanzione penale, detentiva e pecuniaria, ha una forza, ha un'efficacia dissuasiva e preventiva enormemente superiore a quella di una sanzione amministrativa".

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