martedì 24 gennaio | 06:23
pubblicato il 12/apr/2012 21:47

Partiti/ Tempi lunghi, non slitta rata giugno. Dubbi Pd su Fini

Sorpresa per inammissibilità emendamento a dl fiscale

Partiti/ Tempi lunghi, non slitta rata giugno. Dubbi Pd su Fini

Roma, 12 apr. (askanews) - Niente emendamento al decreto sulla semplificazione fiscale, i nuovi controlli sui bilanci dei partiti pensati dalla 'maggioranza strana' prendono la forma di una proposta di legge e tutto lascia pensare che sarà difficile anche ottenere l'esame in sede legislativa richiesto da Pd, Pdl e Terzo polo. Il ddl seguirà probabilmente un iter normale e, in questo modo, salta anche la possibilità, evocata da Pier Luigi Bersani, di far slittare a settembre la rata di finanziamenti prevista per giugno. Il no di Fini non è arrivato del tutto a sorpresa, da giorni si parlava della possibile inammissibilità dell'emendamento al dl fiscale per 'estraneità alla materia', ma "l'ammissibilità è sempre una materia delicata, che rientra nelle prerogative del presidente della Camera", come spiega il Pd Gianclaudio Bressa e per questo si è deciso di provare comunque questa strada "per fare il prima possibile". In realtà, qualche altro deputato democratico oggi nascondeva a stento una certa soddisfazione per la situazione che si era creata: "Dicono che bisognava fare in fretta. Se bisogna fare in fretta, questo è il modo...". Insomma, il quadro che emerge è un po' quello del gioco del cerino tra i vertici delle istituzioni, Giorgio Napolitano e Gianfranco Fini, e i partiti. Era stato il capo dello Stato a sollecitare un intervento urgente della politica sulla materia; aveva raccolto subito l'appello il presidente della Camera, addirittura ipotizzando un decreto del Governo. Quindi, i partiti hanno risposto, per niente contenti di ritrovarsi per l'ennesima volta nel ruolo di quelli che frenano: Pier Luigi Bersani ha scritto ad Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, i tre segretari si sono telefonati, hanno deciso l'accelerazione. Anche se poi, come faceva oggi notare Arturo Parisi, questa 'accelerazione' ha lasciato più di un dubbio: "Il problema è la quantità delle risorse messe a nostra disposizione. E' una fortuna che l'emendamento sia inammissibile, dopo tanto rumore sarebbe stato terribile se dalla montagna fosse uscito ancora una volta un topolino. Ci vuole un profondo ripensamento...".

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