giovedì 19 gennaio | 10:14
pubblicato il 12/feb/2014 19:32

Partiti: Scelta civica Senato, si' a dl ma restano ipocrisie

+++''Come quella di permettere a enti statali di finanziare associazioni politiche''+++.

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(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - ''Scelta Civica, fin dall'inizio della legislatura, anche con proprie proposte di legge, ha condiviso l'abolizione del finanziamento diretto dei partiti e la sua sostituzione con la libera e volontaria indicazione, da parte dei cittadini, della destinazione al loro partito del 2 x 1000 delle proprie imposte. Il voto favorevole del Senato a questo decreto legge ha giustamente salvaguardato il principio del finanziamento pubblico e, nel contempo, ne ha rimesso la determinazione alla libera volonta' dei cittadini in coerenza, anche se in ritardo di vent'anni 20 anni, col referendum del '93''. E' quanto si legge in una nota del gruppo Scelta Civica al Senato.

''Il giudizio positivo su questo punto essenziale della legge, che, comunque, rappresenta una svolta epocale nella vita democratica del Paese, non fa venire meno il nostro profondo disappunto per la bocciatura di due nostri emendamenti che miravano a vietare agli enti pubblici e alle societa' partecipate pubbliche di finanziare associazioni e fondazioni politico-culturali legate a personalita' e/o soggetti politici, nonche' l'estensione ai dipendenti dei partiti politici della cassa integrazione e cio' mentre si riducono le risorse per gli ammortizzatori sociali e la platea dei beneficiari (ricordiamo che il Parlamento ha abolito pochi mesi fa la CIG per i dipendenti degli studi professionali)''. ''Alla luce di questa bocciatura - sottolinea il gruppo di Scelta Civica a palazzo Madama - il vietare, da un lato, allo Stato di finanziare direttamente i partiti, ma, dall'altro, continuare a permettere ad enti e/o societa' di Stato di finanziare fondazioni, associazioni, comitati, ecc., legati a partiti e/o a personalita' politiche appare cosi' contradditorio che si rasenta l'ipocrisia. Scelta Civica si augura che la Camera dei Deputati possa correggere questa evidente contraddizione e fa appello al Partito Democratico, sempre in prima linea nel ribadire la centralita' del rapporto tra etica e politica, affinche' modifichi il proprio atteggiamento su questo punto che non e' per nulla in sintonia col profilo riformista del nuovo corso 'renziano''', conclude la nota.

com-njb

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