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pubblicato il 20/mag/2013 12:00

Partiti/ Pd ripresenta sua riforma:serve riconoscimento pubblico

Niente elezioni nè rimborsi per chi non ha personalità giuridica

Partiti/ Pd ripresenta sua riforma:serve riconoscimento pubblico

Roma, 20 mag. (askanews) - I partiti devono acquisire la personalità giuridica e dunque senza trasformarsi in soggetti pubblici riconosciuti non potranno più partecipare alle elezioni politiche nè dunque accedere a qualsivoglia sostegno finanziario pubblico. In nome della lacuna da colmare da sessantanni sull'attuazione dell'art.49 della Costituzione, i senatori del Pd a prima firma Anna Finocchiario e Luigi Zanda, hanno ripresentato in questa legislatura il testo del ddl di riforma dei partiti. Una norma che molto ha il sapore di sfida ai Cinque Stelle e al MoVimento di Beppe Grillo che di rete e blog fa la sua casa e il suo strumento di battaglia poliitca, all'insegna dell'assoluta autorganizzazione al di fuori di ogni controllo pubblico. "Si ritiene - è sottolineato nel ddl numero 260 depositato al Senato il 22 marzo e assegnato alla commmisione Affari Costituizionali il 9 maggio- che una legge sui partiti debba stabilire i contenuti minimi dello statuto, alcuni princìpi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore eventuale forma di finanziamento pubblico. Questo non impedirà a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l'accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali". A giudizio dei senatori Pd, è scritto nel ddl, "una disciplina pubblica dei partiti politici è ormai ineludibile. I partiti politici sono qualificati come associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica. In base alle norme vigenti, acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture-uffici territoriali del Governo, come previsto per le fondazioni e le altre associazioni". Cartina di tornasole per il riconoscimento sono le regole minime richieste per gli Statuti che devono indicare quali sono gli organismi dirigenti, le loro competenze e le modalità della loro elezione e la durata degli incarichi, che sono conferiti a tempo determinato; quali sono le procedure richieste per l'approvazione degli atti che impegnano il partito, ovvero in che modo sono assunte le decisioni che caratterizzano la vita di un partito: le alleanze elettorali, la scelta di uno schieramento e così via. Lo statuto deve disciplinare i rapporti con le articolazioni territoriali e i casi in cui procedere nei loro confronti con atto di imperio (scioglimento, commissariamento e così via). (segue)

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