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pubblicato il 15/apr/2012 05:10

Partiti/ Pd apre a congelamento rimborsi: ma non cancellarli

Fini: Finanziamento sia volontario. Casini: Sia detraibile

Partiti/ Pd apre a congelamento rimborsi: ma non cancellarli

Roma, 15 apr. (askanews) - La scandalo Lega ha acceso i riflettori sul problema del finanziamento dei partiti, sempre la Lega contribuisce ad alimentarlo. L'annunciata rinuncia alle restanti tranche di rimborsi elettorali, messa nero su bianco venerdì dal Carroccio, 'sfida' di fatto le principali forze politiche. L'Idv propone di cancellare la prossima 'rata' mentre, con diverse sfumature, si registrano i distinguo di Pd, Pdl e Terzo Polo. Uno spiraglio lo concede Pier Luigi Bersani, che apre alla possibilità di posticipare la prossima rata di finanziamento. Il segretario del Pd interviene dopo le parole chiare espresse dal tesoriere democratico e da quello dei Ds. Antonio Misiani, dalle colonne del 'Fatto quotidiano', giudica impossibile la rinuncia alla tranche di luglio e avverte: nessun partito sopravviverebbe. Ugo Sposetti aggiunge, netto: "Non sono nè dissociato nè pentito. Aumentando i rimborsi per i partiti abbiamo salvato la democrazia". Nel pomeriggio, ieri, è Bersani a chiarire la posizione del partito: "Vogliamo discutere delle forme e della quantità? Se ci sono condizioni politiche possiamo spostare di qualche tempo l'erogazione di questa tranche e discutere". Né Gianfranco Fini, né Pier Ferdinando Casini, d'altra parte, avevano scelto di 'inseguire' la Lega sul terreno prescelto dal partito padano. Il Presidente della Camera, nonostante il pressing di buona parte di Fli - che aveva immaginato il dimezzamento del finanziamento e la creazione di un fondo di solidarietà con le risorse delle ultime due tranche di rimborsi - si mantiene cauto e apre al modello del contributo volontario dei cittadini: Non occorre "cancellare a priori" il finanziamento, ma bisogna "spostare il baricentro dell'attuale normativa, cioè il rimborso elettorale, a un altro in cui siano volontariamente i cittadini a finanziarla, agevolando tutto con detrazioni fiscali". Stessa linea di Casini, che sposa la proposta del professor Capaldo: "I cittadini concorrano in maniera trasparente al finanziamento della politica con la possibilità di detrarre fino al 95% dei 2.000 euro che un cittadino può dare a un partito".

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