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pubblicato il 22/mag/2012 19:52

Partiti/ Ok Aula Camera art.1, ridotto il finanziamento pubblico

Lega-Idv-Noisud contrari. Passa norma soft su quote rosa

Partiti/ Ok Aula Camera art.1, ridotto il finanziamento pubblico

Roma, 22 mag. (askanews) - L'Aula della Camera ha approvato l'articolo 1 della legge che riduce il finanziamento pubblico ai partiti. La Lega, l'Idv e Noisud hanno votato contro perché ritengono che le forze politiche dovrebbero fare un gesto "più coraggioso" ovvero abolire del tutto i rimborsi elettorali. Gli emendamenti dell'opposizione che andavano in questa direzione però sono stati bocciati dall'Assemblea di Montecitorio. I contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici, recita l'articolo approvato, sono ridotti a 91 milioni di euro annui, il 70 per cento dei quali, pari a 63.700.000 euro, è corrisposto come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attività politica. Il restante 30%, pari a 27.300.000, è erogato, a titolo di cofinanziamento: i partiti ricevono cioè 50 centesimi per ogni euro ricevuto a titolo di quote associative ed erogazioni liberali da parte di persone fisiche o enti. Per il calcolo del contributo viene stabilito il limite massimo di 10mila euro per quota. Ridotta del 50 per cento anche l'ultima tranche di rimborsi che i partiti devono ancora ricevere quest'anno. Nel corso dell'esame l'Aula ha approvato un emendamento a prima firma Sesa Amici (Pd) che prevede che i contributi pubblici spettanti a ciascun partito sono diminuiti del 5 per cento se il partito abbia presentato alle elezioni un numero di candidati dello stesso genere superiore a due terzi del totale. Bloccato invece quello più significativo a favore della presenza femminile in politica presentato sempre dalle democratiche Amici, da Barbara Pollastrini e Doris Lo Moro. La proposta di modifica, che i relatori del testo Bressa e Calderisi, hanno invitato ad accantonare ed esaminare nell'ambito della legge di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, proponeva che ogni partito destinasse una quota pari almeno al 25 per cento (la legge attuale dice il 5%) dei rimborsi ricevuti ad iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

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