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pubblicato il 19/apr/2012 21:00

Partiti/ Cassazione boccia pdl ABC. Camera: Migliorìe ma avanti

Idv protesta: Sui finanziamenti non si vuole fare nulla

Partiti/ Cassazione boccia pdl ABC. Camera: Migliorìe ma avanti

Roma, 19 apr. (askanews) - Nuove grane per la proposta di legge presentata alla Camera da Alfano, Bersani e Casini per la trasparenza dei partiti: dopo lo stop all'iter rapido in sede legislativa ottenuto dalla Lega, a complicare l'esame del testo sono le perplessità espresse dal primo presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, sulla Commissione di controllo sui bilanci dei partiti che il provvedimento 'ABC' istituisce. Una Commissione che dovrebbe essere composta dallo stesso Lupo, dal presidente del Consiglio di Stato e da quello della Corte dei Conti. I relatori della pdl Giancaludio Bressa (Pd) e Giuseppe Calderisi (Pdl) incassano non senza irritazione e fanno sapere che, seppure con delle migliorìe, il testo andrà avanti spedito verso il primo ok della commissione Affari Costituzionali fissato per il prossimo 10 maggio. Le critiche di Lupo sono diverse, sostanziali, messe nero su bianco in una lettera inviata ieri al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e trasmesse oggi alla Commissione presieduta da Donato Bruno: il primo presidente della Cassazione ritiene il suo ruolo incompatibile con le funzioni giurisdizionali esercitate dalla Suprema Corte, rileva che sulle sanzioni applicate vi sarà la possibilità per il partito di fare ricorso con la conseguenza che, al termine del giudizio, sulle stesse sanzioni dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione o il Consiglio di Stato, il che potrà determinare incertezze e conflitti tra giurisdizioni. Una osservazione fatta anche dal servizio studi della Camera. Secondo il primo presidente della Corte di Cassazione inoltre i compiti affidati alla Commissione fuoriescono completamente dal giudizio di legittimità che è attribuito alla Suprema Corte. Lupo fa anche sapere di non avere tempo sufficiente per altre funzioni oltre a quelle che già esercita e rileva che affidando il coordinamento della Commissione al presidente della Corte dei Conti, quest'ultima risulta sovraordinata rispetto alla Cassazione. I relatori giudicano l'intervento di Lupo "irrituale" e ribadiscono l'autonomia del potere legislativo. "Detto questo - osserva Bressa - il primo presidente della Corte di Cassazione è una delle più alte autorità sapienzali di questo paese, quindi le sue perplessità vanno prese in considerazione". In particolare la "questione dell'appellabilità". Mentre "non può essere presa in considerazione la questione della competenza giurisdizionale che lui solleva perché la Suprema Corte è chiamata in causa come autorità indipendente, non nominata dalla politica". Quanto all'osservazione sul tempo a disposizione di Lupo e al problema della sovraordinazione del presidente della Corte dei Conti rispetto alla Corte di Cassazione, Bressa ha risconosciuto che "sono due osservazioni che possono essere corrette con gli emendamenti". Secondo l'Italia dei Valori la proposta ABC va cestinata. I dipietristi Massimo Donadi e David Favia 'denunciano' che oggi in Commissione hanno chiesto di discutere nel merito anche gli aspetti relativi al finanziamento, proponendo di abolirlo ma, fanno sapere, "ci è già stato preannunciato che i nostri emendamenti sulla materia saranno dichiarati inammissibili. Noi li presenteremo ugualmente e, se così fosse, scenderemo in piazza contro questa partitocrazia". Calderisi infatti spiega che la sede per parlare di finanziamento pubblico è l'esame delle pdl sull'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, all'esame della Commissione da un anno, e ora 'scavalcata' dal testo dei leader di maggioranza sui controlli. Alle 17 proposte sul tema si aggiungeranno nei prossimi giorni quella del Pdl e quella di Casini depositata oggi che ricalca l'idea di Pellegrino Capaldo di passare al finanziamento da parte dei cittadini riconoscendo un credito di imposta al 95%. Una proposta che ha raccolto il plauso anche del segretario Pdl, Angelino Alfano, e del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

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