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pubblicato il 02/set/2012 05:10

Parlamento/ Prossima settimana al lavoro, ma ripresa è in sordina

Aula del Senato apre per un giorno il 6, quella della Camera il 5

Parlamento/ Prossima settimana al lavoro, ma ripresa è in sordina

Roma, 2 set. (askanews) - Il Parlamento, lentamente, riprende vita: dalla prossima settimana, infatti, l'Aula del Senato dovrebbe tornare a popolarsi, anche se, in realtà, si tratta di una convocazione solo 'sulla carta', perchè i senatori dovrebbero tornare a Roma per assistere, giovedì 6 settembre alle 16, alla risposta a 'interpellanze e interrogazioni', un appuntamento ricorrente che però vede presente sui banchi di palazzo Madama soltanto gli interroganti (e molte volte nemmeno loro). Presenze più massicce, invece, dovrebbero esserci nelle commissioni, quasi tutte convocate. Inutile dirlo, l'appuntamento clou è fissato per mercoledì 5 settembre, quando la commissione Affari Costituzionali del Senato vedrà la riunione prima della plenaria e poi del comitato ristretto sulla riforma della legge elettorale. Non va meglio alla Camera dei Deputati. L'Aula riaprirà i battenti il 5 settembre con il question time e la discussione generale di alcuni trattati internazionali e di una mozione sulla navigazione nei laghi prealpini. Per quanto riguarda le commissioni, invece, le convocazioni a Montecitorio riprenderanno da martedì 4 settembre. La ripresa 'in sordina' dei lavori parlamentari, però, mal si sposa con la mole di leggi che aspettano senatori e deputati. Oltre alla riforma della legge elettorale, che ha tenuto banco per l'ultimo scampolo di agosto, al Senato bisognerà anche sciogliere i nodi che tengono ferma la Comunitaria 2011, ovvero la responsabilità civile dei Giudici, introdotta alla Camera dal cosiddetto emendamento Pini. A Montecitorio, invece, i deputati dovranno affrontare il secondo passaggio parlamentare del ddl di riforma costituzionale che introduce il sempresidenzialismo, approvato in Senato a maggioranza da Lega e Pdl. Inoltre, approderà in Aula anche il decreto per la bonifica dell'area Ilva di Taranto. Ancora, tra i temi 'caldi' non solo le norme anticorruzione, per ora ferme al Senato, ma anche l'evergreen intercettazioni. Mentre alle Camere giace fermo ma non dimenticato il ddl di riforma della disciplina degli ascolti, il 19 settembre la Corte Costituzionale dovrà decidere sul conflitto di attribuzioni sollevato dal capo dello Stato nei confronti della Procura di Palermo nel quadro dell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia proprio per le intercettazioni che lo coinvolgono. Dopo quel verdetto, bisognerà capire se le Camere decideranno di intervenire sull'argomento, rispolverando il vecchio ddl. O se un intervento potrà arrivare direttamente dal governo.

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