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pubblicato il 24/lug/2014 12:28

Parlamento: ok taglio stipendi dipendenti, ma 'tetti' da definire (1upd)

(ASCA) - Roma, 24 lug 2014 - Via libera dell'Ufficio di presidenza di Camera e Senato al taglio degli stipendi dei dipendenti. Dunque i ''tetti'' alle retribuzioni ci saranno ma sono tutti ancora da definire. O meglio, sono tutti da definire tranne uno: perche' la decisione assunta dalle due amministrazioni in maniera congiunta e' stata quella di recepire i principi del decreto governativo e quindi di stabilire che i consiglieri non possano andare oltre i 240mila euro. Con una differenza: per loro dal tetto sono esclusi gli oneri previdenziali pari all'8,8%.

''Permanendo la necessita' di una revisione complessiva della spesa pubblica, in un contesto di crisi economica e sociale che richiede di dare priorita' alla crescita e all'occupazione, anche il Parlamento - si legge nel documento approvato con l'astensione della Lega e il voto contrario di Fdi - e' chiamato a fare la sua parte, proseguendo con decisione sul terreno del contenimento dei propri costi di funzionamento''.

Il tetto non varra' pero' solo per i consiglieri, ossia per i ruoli piu' remunerati, ma per tutti. ''L'articolazione stessa dei livelli stipendiali, e l'esigenza di salvaguardare i rapporti retributivi attualmente esistenti fra le diverse categorie professionali - si legge ancora - rendono necessaria la fissazione di un tetto alle retribuzione non solo per i consiglieri ma anche per le rimenenti categorie professionali, individuato proporzionalmente, in modo da mantenere inalterati i rapporti retributivi oggi esistenti''.

Per coloro che gia' si trovano a recepire una retribuzione superiore al tetto dei 240mila euro, e' previsto che la riduzione avvenga nell'arco di 4 anni tra il 2014 e il 2017.

Altra questione rimasta in sospeso, oltre a quella della definizione dei ''sottotetti'', e' poi quella delle indennita'. In passato queste avevano gia' subito un ridimensionamento ma, vista la decisione assunta oggi, si e' deciso di ''lasciare alla fase di trattativa con i sindacati la riconsiderazione della materia'' in modo, per esempio, da 'compensare' chi ha maggiori responsabilita'.

Da oggi parte infatti la contrattazione sindacale e nel pomeriggio sara' definito un calendario di incontri. Intanto, pero', la decisione e' stata accolta con degli applausi ironici dai dipendenti di Montecitorio che attendenvano l'esito dell'incontro nel corridoio antistante. In concomitanza con l'Ufficio di presidenza, nell'Auletta dei gruppi parlamentari e' stata anche convocata un'assemblea sindacale.

Marina Sereni, vice presidente della Camera, che ha la delega sul personale, difende pero' la decisione: ''Se fuori di qui - spiega - c'e' un processo di rivisitazione degli stipendi piu' alti, sarebbe singolare che il legislatore, che ha votato la conversione di quel decreto, non si ponesse il problema. Certo, fa piu' piacere prendere applausi che l'ironia ma bisogna assumersi delle responsabilita'''.

pol/tmn

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