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pubblicato il 05/feb/2014 13:55

Parlamento: 'svuotato' dai decreti. Ma anche dai partiti (analisi)

Parlamento: 'svuotato' dai decreti. Ma anche dai partiti (analisi)

(ASCA) - Roma, 5 feb 2014 - L'ennesima bagarre alla Camera (ieri promossa dai deputati leghisti sul decreto carceri) ha riproposto il tema del progressivo 'svuotamento' di poteri del Parlamento, sempre piu' ridotto ad un momento di mera ratifica a scapito della sua funzione legislativa.

E' un dato di fatto che da tempo, ma soprattutto nelle ultime legislature, l'attivita' di Senato e Camera sia principalmente rivolta all'esame di provvedimenti governativi, di ratifica di accordi internazionali, di recepimento delle direttive Ue, ed al sindacato ispettivo (interpellanze, interrogazioni). Quella che era (e dovrebbe essere) la funzione principale, ovvero il fare le leggi, sembra invece completamente svanita.

Di questa situazione le opposizioni danno la colpa al governo, reo di avere espropriato il Parlamento, sommergendo Montecitorio e Palazzo Madama di una marea di decreti. Se e' vero che l'esecutivo (non solo quello in carica, ma anche i precedenti, siano stati essi di centrosinistra, di centrodestra o 'tecnici') preferisce la via breve della decretazione d'urgenza per far diventare legge i suoi provvedimenti, e' altrettanto vero che alla delegittimazione del Parlamento hanno profondamente contribuito i partiti, siano essi tradizionali o di nuovo conio.

Quasi tutte le formazioni politiche (ed in particolare quelle maggiori) hanno come leader persone che non siedono sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. Il Pd ha eletto attraverso le primarie Matteo Renzi, che ha piu' volte ribadito che preferisce fare il sindaco di Firenze piuttosto che il parlamentare. Il M5S riconosce come capo indiscusso Beppe Grillo, che considera i 'Palazzi' romani delle 'scatole di sardine' che il suo Movimento intende aprire. Fi ha come leader dall'ormai lontano 1994 Silvio Berlusconi, da poco escluso dalla sua carica senatoriale, che non ha mai nascosto la sua idiosincrasia per i 'riti' parlamentari (famosa la sua frase che per approvare i provvedimenti bastava il voto dei capigruppo). Sel, fin dalla sua fondazione, si riconosce in Nichi Vendola, governatore della Puglia, che proprio per guidare la sua regione ha rinunciato allo scranno di deputato. La Lega Nord, infine, e' guidata da Matteo Salvini, che a Roma ha preferito Strasburgo. In pratica, 5 partiti hanno optato per una guida extraparlamentare, quasi a voler significare che il Parlamento non e' piu' il luogo del confronto e anche dello scontro, ma solo il 'Palazzo' della casta che e' meglio non frequentare.

A dimostrazione della scarsa attenzione posta su Palazzo Madama e Montecitorio, c'e' anche la scelta operata ormai quasi un anno fa per l'elezione dei due presidenti: Antonio Grasso al Senato e Laura Boldrini alla Camera. Entrambi alla prima nomina a parlamentare, totalmente digiuni di regolamenti, di prassi e di 'liturgie', sono stati catapultati ai vertici delle due assemblee proprio perche' considerati estranei ai giochi della politica. Questa 'estraneita'', insieme con l'ingresso in forze in Parlamento di deputati e senatori alle prime armi, ha portato a grandi difficolta' nella gestione dei lavori di aula, anche perche' le opposizioni - soprattutto quella grillina - in nome della trasparenza, hanno trasformato gli scranni delle Camere (attraverso l'uso dei cellulari) in scenografie delle loro gesta contro la 'casta' da postare sui loro siti.

Camera e Senato, si sa, stanno lavorando alla modifica dei loro regolamenti, da aggiornare in relazione ai tempi mutati rispetto a venti, trenta anni fa. Ma cio' non bastera' a ripristinare la 'sacralita'' delle aule parlamentari. Come non bastera' una nuova legge elettorale. Sono in primis le formazioni politiche a dover svolgere il ruolo maggiore per ridare a Camera e Senato le loro funzioni legislative. Ma cio' non puo' accadere se i loro leader resteranno fuori dal Parlamento, con danno per la autorevolezza delle assemblee legislative, svuotandole di fatto della caratteristica principale: quella della rappresentativita'.

rdo/vlm

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