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pubblicato il 26/lug/2016 20:21

Parisi scala premiership moderati, Salvini punta a rilanciarsi

Berlusconi benedice l'ex candidato unitario a Milano. Leader Lega guarda a malumori Fi: basta con diktat Arcore

Parisi scala premiership moderati, Salvini punta a rilanciarsi

Roma, 26 lug. (askanews) - Nel più classico stile di Silvio Berlusconi, fatto di accelerazioni, piccole frenate e nuovi strappi, stamane a Stefano Parisi va il compito di "un'analisi politica e organizzativa di Forza Italia", con l'obiettivo di riposizionarla come interlocutore dei "moderati" e di "aprire alla società civile". Benedizione per la convention a settembre, ma nessuna nomina a coordinatore come riportavano gli organi di stampa, nè alcun accenno alla premiership del manager. Il messaggio è comunque chiaro: si cambia tutto. E tuttavia il nuovo (vecchio) staff dell'ex Cavaliere prova lo stesso a sopire l'effetto dell'investitura. Per calmare i colonnelli forzisti contrari al "papa straniero" e per rassicurare la Lega. Ma Matteo Salvini accetta comunque la sfida, e si prepara a rilanciare la sua idea di centrodestra: partendo da Cervia, dove alla festa della Lega romagnola il 2 agosto sarà sul palco con Raffaele Fitto e Ignazio La Russa, passando per il Ferragosto a Ponte di Legno, e finendo con la kermesse di Pontida a metà settembre. Perchè "se Berlusconi pensa ancora di svegliarsi una mattina ad Arcore e dare ordini a tutti, si sbaglia di grosso", tagliano corto i suoi.

Un messaggio, quello di Salvini, che guarda anche ai malpancisti di Forza Italia, da Giovanni Toti (anche lui sarà a Cervia), a Maria Stella Gelmini fino a Paolo Romani. Ai quali sembra diretto in prima battuta il tentativo (all'indomani della cena e della nota di Arcore) di ridurre ad un mero ruolo "manageriale e organizzativo" il compito affidato da Berlusconi al candidato (sconfitto) di Milano: "Si dedicherà al partito, sfruttando la sua esperienza di manager, partendo da domani con le riunioni a San Lorenzo in Lucina per poi passare alle visite nelle strutture regionali", provano a minimizzare gli uomini di Berlusconi. L'obiettivo è quello di "riportare Forza Italia alle percentuali che le appartengono, sicuramente sopra il 20%".

Un modo anche per negare la rottamazione del partito e del simbolo, altra prospettiva che fa infuriare molti in Fi. Ma anche per preparare il passo dell'investitura ufficiale della premiership: "Oggi Fi è al 12%, e con la Lega al 13% Berlusconi semplicemente non era in condizione di offrire ieri sera la premiership a Parisi. Ma se torneremo al 20-25%, è ovvio che toccherà a noi indicare il candidato", dicono ancora gli uomini dell'ex Cav.

Contro la prospettiva di un centrodestra centrato su Arcore, Salvini intende attrezzarsi giocando d'anticipo. Offrendo sulla scena il "suo" centrodestra. Agli alleati ma anche a chi nel Carroccio guarda ancora a Berlusconi con gli occhi del passato: "Il modello Lombardia tanto evocato da Maroni è una necessità dettata dal fatto che le elezioni si sono svolte prima della nascita di Ncd. Meglio il modello Liguria", dicono gli uomioni di Salvini. Con un centrodestra che vede la Lega, la destra di Fratelli d'Italia, l'area cattolica presidiata da Fitto e "da chi si è stufato di aspettare che Lupi molli Alfano". E in cui "c'è spazio sicuramente per i liberali di Forza Italia", ma solo se disposti a cambiare rotta rispetto al passato. Ad esempio sulla Ue: "Nel Ppe c'è anche Orban... Non è detto che stare nel Ppe significhi essere schiavi della Merkel come Tajani". Quanto alla premiership, "noi siamo sempre disponibili alle primarie".

Volata lunga, insomma, con i "velocisti" che per ora cercano la posizione migliore. Sapendo che le incognite sono ancora tante: il referendum costituzionale, il dibattito sulle modifiche alla legge elettorale, la data del voto. E il congresso della Lega, visto che la segreteria di Salvini è in scadenza, 15 dicembre.

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