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pubblicato il 28/mag/2013 12:00

Papa/Santa Sede:In Europa molti cristiani perdono lavoro per fede

Mons.Toso a Osce: libertà religiosa non è bene inferiore

Papa/Santa Sede:In Europa molti cristiani perdono lavoro per fede

Città del Vaticano, 28 mag. (askanews) - "L'intolleranza nel nome della 'tolleranza' deve essere chiamata con il suo vero nome e condannata pubblicamente. Negare a un argomento morale, basato sulla religione, un posto nella pubblica piazza è un atto di intolleranza ed è antidemocratico. O, per dirlo in altre parole, laddove potrebbe esservi uno scontro di diritti, la libertà di religione non deve mai essere considerata come inferiore". Lo ha sottolineato, fra l'altro Mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace della Santa Sede, nel suo intervento alla Conferenza a Tirana promossa dall'Osce su 'Tolleranza e non discriminazione'. "Sono molti gli ambiti in cui emerge in modo evidente l'intolleranza nei confronti dei cristiani, ma due di essi appaiono oggi particolarmente importanti. Il primo è l'intolleranza nei confronti del discorso cristiano. Il secondo è quello della coscienza cristiana, specialmente sul posto di lavoro. In tutta Europa si sono verificati numerosi casi di cristiani allontanati dal luogo di lavoro so lo perché hanno cercato di agire secondo la propria coscienza". "D'altro canto - ha evidenziato ancora Toso- la questione della libertà religiosa non può e non deve essere incorporata in quella della tolleranza. Di fatto, se fosse questo il valore umano e civile supremo, allora qualsiasi convinzione autenticamente veritiera che ne escluda un'altra equivarrebbe all'intolleranza. Inoltre, se una conv nzione valesse l'altra, si potrebbe finire con l'essere compiacenti anche verso le aberrazioni. Per quanto riguarda la prevenzione e la risposta all'intolleranza, alla discriminazione e ai crimini d'odio verso i cristiani, la mia Delegazi one - ha concluso il rappresentante del Vaticano ritiene che dovrebbero essere considerate in stretto collegamento con la promozione della libertà religiosa. Il diritto di credere in Dio e di praticare tale credo è un diritto umano fondamentale, centrale agli impegni dell'Osce".

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