martedì 17 gennaio | 08:25
pubblicato il 15/mag/2014 12:00

Papa: tragedie degli immigrati, non basta rincorrere emergenza

Fenomeno "epocale", serve "sguardo politico serio e responsabile"

Papa: tragedie degli immigrati, non basta rincorrere emergenza

Città del Vaticano, 15 mag. (askanews) - L'immigrazione forzata, "che purtroppo assume in certe regioni e in certi momenti il carattere di vera e propria tragedia umana", è un fenomeno "epocale" e va pertanto affrontato "con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i livelli", perché "non ci si può limitare a rincorrere le emergenze". Così Papa Francesco in un passaggio del discorso pronunciato stamane nel corso dell'udienza, in occasione della presentazione delle lettere credenziali, ai nuovi ambasciatori presso la Santa Sede di Svizzera, Liberia, Etiopia, Sudan, Giamaica, Sud Africa, India. Le "migrazioni sforzate", ha detto il Papa, è una "sfida alla pace che è sotto i nostri occhi, e che purtroppo assume in certe regioni e in certi momenti il carattere di vera e propria tragedia umana". Jorge Mario Bergoglio ha parlato, oltre che delle migrazioni, del traffico d'armi. Quanto al primo problema, "si tratta di un fenomeno molto complesso, e occorre riconoscere che sono in atto sforzi notevoli da parte delle Organizzazioni internazionali, degli Stati, delle forze sociali, come pure delle comunità religiose e del volontariato, per cercare di rispondere in modo civile e organizzato agli aspetti più critici, alle emergenze, alle situazioni di maggiore bisogno. Ma, anche qui, ci rendiamo conto che non ci si può limitare a rincorrere le emergenze. Ormai il fenomeno si è manifestato in tutta la sua ampiezza e nel suo carattere, per così dire, epocale. E' giunto il momento di affrontarlo con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i livelli: globale, continentale, di macro-regioni, di rapporti tra Nazioni, fino al livello nazionale e locale". "Noi - ha detto ancora il Papa argentino - possiamo osservare in questo campo esperienze tra loro opposte. Da una parte, storie stupende di umanità, di incontro, di accoglienza; persone e famiglie che sono riuscite ad uscire da realtà disumane e hanno ritrovato la dignità, la libertà, la sicurezza. Dall'altra parte, purtroppo, ci sono storie che ci fanno piangere e vergognare: esseri umani, nostri fratelli e sorelle, figli di Dio che, spinti anch'essi dalla volontà di vivere e lavorare in pace, affrontano viaggi massacranti e subiscono ricatti, torture, soprusi di ogni genere, per finire a volte a morire nel deserto o in fondo al mare". (segue)

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