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pubblicato il 13/giu/2014 12:00

Papa: sistema scarta disoccupati per sopravvivere come gli imperi

75 milioni di giovani europei senza lavoro sono una barbarie

Papa: sistema scarta disoccupati per sopravvivere come gli imperi

Città del Vaticano, 13 giu. (askanews) - "Siamo caduti in un peccato di idolatria, l'idolatria del denaro. L'economia si muove per l'affanno di avere di più e paradossalmente, si alimenta una cultura dello scarto. Si scartano i giovani quando si limita la natalità. Si scartano anche gli anziani perché non servono più, non producono, sono una classe passiva... E scartando i ragazzi e gli anziani, si scarta il futuro di un popolo perché i ragazzi tirano in avanti con forza e perché gli anziani ci danno la saggezza, hanno la memoria di questo popolo e devono trasmetterla ai giovani". Lo afferma Papa Francesco in un'intervista al quotidiano catalano La Vanguardia. "Adesso è di moda scartare i giovani con la disoccupazione. Mi preoccupa molto l'indice di disoccupazione dei giovani, che in alcuni Paesi supera il cinquanta per cento", afferma ancora Bergoglio. "Qualcuno mi ha detto che 75 milioni di giovani europei con meno di 25 anni sono disoccupati. E' una barbarie. Noi scartiamo tutta una generazione per mantenere un sistema economico che non regge più, un sistema che per sopravvivere deve fare la guerra, come sempre hanno fatto i grandi imperi. Visto che non si può fare la terza guerra mondiale, si fanno guerre regionali. Che cosa significa questo? Significa che si fabbricano e si vendono armi, e così i bilanci delle economie idolatre, le grandi economie mondiali che sacrificano l'uomo ai piedi dell'idolo del denaro, ovviamente si risanano. Questo pensiero unico ci toglie la ricchezza della diversità di pensiero e dunque di un dialogo tra le persone. La globalizzazione bene intesa è una ricchezza. Una globalizzazione male intesa è quella che annulla le differenze. come una sfera, con tutti i punti equidistanti dal centro. Una globalizzazione che arricchisce è come un poliedro, tutti uniti ma ciascuno che conserva la sua particolarità, la sua ricchezza, la sua identità. E questo non accade".

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