giovedì 19 gennaio | 12:56
pubblicato il 27/gen/2014 12:00

Papa: Shoah vergogna per umanità, mai più questi orrori

Messaggio per concerto violini ritrovati da Shoah e restaurati

Papa: Shoah vergogna per umanità, mai più questi orrori

Città del Vaticano, 27 gen. (askanews) - Mai più l'orrore della Shoah, vergogna per l'umanità. E' quanto scrive Papa Francesco, nella Giornata della Memoria, in una lettera al suo amico rabbino di Buenos Aires, Abraham Skorka. Il testo verrà letto, stasera, al Parco della Musica di Roma, in occasione del Concerto "I violini della speranza". Papa Francesco ha scelto la modalità più personale, quella della lettera ad un amico ebreo, per esprimere la sua vicinanza al popolo ebraico nella Giornata della Memoria. Una lettera, scritta di suo pugno in spagnolo, al rabbino Skorka, con il quale a Buenos Aires ha intessuto, negli anni, un'amicizia che va ben al di là del dialogo tra due leader religiosi. Nel documento che verrà letto stasera al Concerto "I violini della speranza" ed è stato anticipato già ieri dagli organizzatori dell'evento - evento organizzato per ricordare le vittime della Shoah - il Papa auspica che chi ascolterà questa musica struggente "possa immedesimarsi in quelle lacrime storiche, che oggi giungono a noi attraverso i violini, e senta il forte desiderio di impegnarsi perché mai più si ripetano tali orrori, che costituiscono una vergogna per l'umanità". Il pubblico, afferma ancora il Papa, ascolterà musiche di Vivaldi, Beethoven e altri grandi compositori, "ma il cuore di ciascuno dei presenti - scrive - sentirà che dietro il suono della musica vive il suono silenzioso delle lacrime storiche, lacrime di quelle che lasciano traccia nell'anima e nel corpo dei popoli". Al Concerto di stasera - riporta la Radio vaticana - suoneranno insieme, per la prima volta in Italia, dodici violini e un violoncello sopravvissuti alla Shoah, ciascuno con la sua storia drammatica, ritrovati e restaurati dal liutaio israeliano Amnon Weinstein. Tra questi, il violino che accompagnava i deportati nelle camere a gas di Auschwitz; un violino gettato da un treno in viaggio verso i lager, che venne raccolto e conservato da un operaio francese; ci sono anche i violini dei musicisti ebrei che nel 1936 lasciarono la Germania per andare a formare l'Orchestra Filarmonica della Palestina, poi di Israele, voluta fortemente da Toscanini e Huberman per salvarli dalla deportazione. Strumento errante, il violino - sottolineano gli organizzatori del Concerto - seguiva gli ebrei nelle loro peregrinazioni, anche quelle più estreme, di fuga e di morte. Significativamente, i violinisti solisti saranno musicisti rappresentanti delle tre religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam, a sottolineare la capacità della musica di unire, al di là di ogni confine, e di dare speranza anche nelle prove più terribili.

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