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pubblicato il 11/dic/2013 12:00

Papa: se ci chiudiamo all'amore di Dio ci condanniamo da soli

Bergoglio a udienza generale con voce arrochita dal raffreddore

Papa: se ci chiudiamo all'amore di Dio ci condanniamo da soli

Città del Vaticano, 11 dic. (askanews) - "Se noi ci chiudiamo all'amore di Gesù, siamo noi stessi che ci condanniamo". Così il Papa in un passaggio della catechesi dell'udienza generale in piazza San Pietro, l'ultima dedicata alla professione di fede. Con voce arrochita dal raffreddore, Jorge Mario Bergoglio si è soffermato, in particolare, su giudizio finale ("non avere paura, sentiamo quello che dice la parola di Dio..."), sottolineando i motivi di fiducia per i quali non bisogna provare "timore" e "trepidazione" per questa prospettiva. "La Chiesa - ha detto tra l'altro il Papa avvolto in un cappotto ed una sciarpa bianchi - è davvero una madre e, come una mamma, cerca il bene dei suoi figli, soprattutto quelli più lontani e afflitti, finché troverà la sua pienezza nel corpo glorioso di Cristo con tutte le sue membra. Un'ulteriore suggestione ci viene offerta dal Vangelo di Giovanni, dove si afferma esplicitamente che 'Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nell'unigenito Figlio di Dio'. Questo significa allora che il giudizio è già in atto, nel corso della nostra esistenza. Tale giudizio è pronunciato in ogni istante della vita, come riscontro della nostra accoglienza con fede della salvezza presente ed operante in Cristo, oppure della nostra incredulità, con la conseguente chiusura in noi stessi. Se noi ci chiudiamo all'amore di Gesù - ha detto il Papa - siamo noi stessi che ci condanniamo. La salvezza è aprirsi a Gesù e lui ci salva. Se siamo peccatori - tutti lo siamo - chiediamo perdono e andiamo con voglia di essere buoni e il Signore ci perdona. Ma per questo dobbiamo aprirci all'amore di Gesù che è più forte di tutte le atre cose: è grande, misericordioso. Ma tu devi aprirti, pentirti, lamentarsi delle cose non buone che abbiamo fatto".

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