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pubblicato il 09/mag/2014 12:00

Papa: santo non è fachiro, Wojtyla atleta di Dio finito malato

"Il Signore sceglie alcuni, nessuno santifica se stesso"

Papa: santo non è fachiro, Wojtyla atleta di Dio finito malato

Città del Vaticano, 9 mag. (askanews) - Papa Francesco ha parlato della malattia degli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II come esempio del suo percorso di santità, nell'omelia della messa mattutina a casa Santa Marta. "Non poteva parlare, il grande atleta di Dio, il grande guerriero di Dio finisce così: annientato dalla malattia, umiliato come Gesù. Questo è il percorso della santità dei grandi", ha detto Jorge Mario Bergoglio. "Anche è il percorso della nostra santità. Se noi non ci lasciamo convertire il cuore per questa strada di Gesù - portare la croce tutti i giorni, la croce ordinaria, la croce semplice - e lasciare che Gesù cresca; se non andiamo su questa via, non saremo santi. Ma se andiamo su questa via, tutti noi daremo testimonianza di Gesù Cristo, che ci ama tanto. E daremo testimonianza che, benché siamo peccatori, la Chiesa è santa. E' la sposa di Gesù". Papa Francesco ha dedicato l'omelia ai santi, a partire dalla vicenda della conversione di San Paolo nelle letture odierne, spiegando cosa si intende quando si dice che "la Chiesa è santa": "Ma come può essere santa se tutti noi siamo dentro? Siamo peccatori tutti, qui. E' santa la Chiesa! Noi siamo peccatori, ma lei è santa. E' la sposa di Gesù Cristo e Lui la ama, Lui la santifica, la santifica ogni giorno col suo sacrificio eucaristico, perché la ama tanto. E noi siamo peccatori, ma in una Chiesa santa. E anche noi ci santifichiamo con questa appartenenza alla Chiesa: siamo figli della Chiesa e la Madre Chiesa ci santifica, col suo amore, con i Sacramenti del suo Sposo". Nella "Chiesa santa il Signore sceglie alcune persone per far vedere meglio la santità, per far vedere che è Lui che santifica, che nessuno santifica se stesso, che non c'è un corso per diventare santo, che essere santo non è fare il fachiro o qualcosa di questo stile... No! Non è! La santità è un dono di Gesù alla sua Chiesa e per far vedere questo Lui sceglie persone in cui si vede chiaro il suo lavoro per santificare". Nel Vangelo - ha detto il Papa - ci sono molti esempi di santi: c'è la Maddalena, da cui Gesù aveva cacciato sette demoni, c'è Matteo, "che era un traditore del suo popolo e prendeva i soldi per darli ai romani", c'è Zaccheo e tanti altri che fanno vedere a tutti quale sia "la prima regola della santità: è necessario che Cristo cresca e che noi veniamo meno. E' la regola della santità: l'umiliazione nostra, perché il Signore cresca".

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