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pubblicato il 25/set/2013 12:00

Papa: preghiamo per pace in Libano, Siria e tutto Medio Oriente

A messa mattutina a casa Santa Marta presenti vescovi maroniti

Papa: preghiamo per pace in Libano, Siria e tutto Medio Oriente

Città del Vaticano, 25 set. (askanews) - La vergogna dinanzi a Dio, la preghiera per implorare la misericordia divina e la piena fiducia nel Signore. Sono questi i cardini della riflessione proposta da Papa Francesco questa mattina, durante la messa nella cappella di Santa Marta concelebrata con i cardinali Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, e Bechara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei Maroniti, insieme a un gruppo di vescovi maroniti venuti dal Libano, dalla Siria, dalla Terra Santa e da diversi altri Paesi di ogni continente. Il Papa ha pregato per la pace in Libano, Siria e tutto il Medio Oriente. Nel commentare le letture della liturgia il Papa - a quanto riporta la 'Radio vaticana' - ha detto che, in particolare, il brano odierno tratto dal libro di Esdra gli ha fatto pensare ai vescovi maroniti e, come di consueto, ha riassunto il suo pensiero intorno a tre concetti. Innanzitutto, l'atteggiamento di vergogna e confusione di Esdra davanti a Dio, fino al punto da non poter alzare gli occhi verso di lui. Vergogna e confusione di tutti noi per i peccati commessi, che ci hanno portato alla schiavitù poiché abbiamo servito idoli che non sono Dio. La preghiera è il secondo concetto. Seguendo l'esempio di Esdra, che in ginocchio alza le mani verso Dio implorando misericordia, così dobbiamo fare noi per i nostri innumerevoli peccati. Una preghiera che, ha detto il Papa, bisogna elevare anche per la pace in Libano, in Siria e in tutto il Medio Oriente. E' la preghiera sempre e comunque, ha precisato, la strada che dobbiamo percorrere per affrontare i momenti difficili, come le prove più drammatiche e il buio che talora ci avvolge in situazioni imprevedibili. Infine, fiducia assoluta in Dio che mai ci abbandona. E' il terzo concetto proposto da Bergoglio. Siamo certi, ha detto, che il Signore è con noi e, pertanto, il nostro camminare deve farsi perseverante grazie alla speranza che infonde fortezza. La parola dei pastori diventerà rassicurante per i fedeli: il Signore non ci abbandonerà mai.

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