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pubblicato il 20/feb/2013 12:00

Papa/ Possibile anticipo del Conclave, ipotesi 'motu proprio'

Benedetto XVI potrebbe intervenire lasciando scelta a cardinali

Papa/ Possibile anticipo del Conclave, ipotesi 'motu proprio'

Città del Vaticano, 20 feb. (askanews) - Circola in Vaticano, senza conferme ufficiali, l'ipotesi che il Papa possa emanare un 'motu proprio' per permettere ai cadinali di anticipare l'avvio del Conclave. La norma attuale, infatti, stabilisce, nella costituzione apostolica 'Universi Dominici Gregis, che la Cappella Sistina apra le sue porte agli elettori non prima di 15-20 giorni dopo l'avvio della Sede vacante in seguito al decesso del Pontefice. La situazione inedita creata dalle dimissioni di Benedetto XVI, però, potrebbe indurre a cambiare le procedure. Le regole vigenti prevedono che "i cardinali presenti a Roma attenderanno 15 giorni per l'arrivo degli altri. Questo può significare che se gli altri cardinali sono a Roma non c'è nulla da attendere", ha spiegato oggi Ambrogio Piazzoni, vice prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, rispondendo ad una domanda dei giornalisti nel corso di un briefing sulla storia degli ultimi Conclavi. Ad ogni modo, "fino alle ore 19.59 del 28 febbraio può arrivare una norma del pontefice, se non arriva nessuna norma di questo genere non è più il Papa a decidere, e decidono i cardinali", ha detto Piazzoni. "Fino a quel momento l'interpretazione della legge la può dare soltanto il Papa". Lo stesso portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, non aveva escluso nei giorni scorsi un anticipo dell'avvio del Conclave, sottolineando che la questione "è stata posta anche da diversi cardinali e attendiamo risposta autorevole appena questa sia disponibile". "La situazione è un po' diversa da quella precedente, in cui la convocazione dei cardinali veniva fatta quando già la sede era vacante, mentre in questo caso con la comunicazione della rinuncia fatta alcune settimane prima e l'annuncio di avvio della sede vacante in anticipo, i cardinali ovviamente già sono consapevoli e possono prepararsi a venire con più tempo" a Roma, aveva spiegato il gesuita. "Nell'eventualità che siano già arrivati, non c'è nessuno da aspettare e si può interpretare la costituzione apostolica in modo differente. La domanda che c'è, qualcuno se la pone, qualcuno lo ha proposto. La domanda è aperta".

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