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pubblicato il 16/mag/2012 20:48

Papa/ Ping pong con Lefebvriani. E Vaticano certifica scissione

Da ex Sant'Uffizio "osservazioni", tempi ora non sono "brevi"

Papa/ Ping pong con Lefebvriani. E Vaticano certifica scissione

Città del Vaticano, 16 mag. (askanews) - Poteva essere un'accelerazione, è stata una frenata. O, quanto meno, non è stato un passaggio formale né scontato. La congregazione per la Dottrina della fede si è riunita oggi nella sua assemblea plenaria per esaminare lo stato dei colloqui con i Lefebvriani in visto del loro pieno reintegro nella Chiesa cattolica. Alla 'feria quarta' erano presenti 'big' del calibro dei cardinali Tarcisio Bertone, Angelo Scola, Christoph Schoenborn, Jean-Pierre Ricard, Julian Herranz, oltre che del prefetto William Levada, ormai prossimo alla pensione. Che non hanno spianato la strada al superamento dello scisma aperto negli anni Ottanta dal vescovo ultratradizionalista Marcel Lefebvre. Benedetto XVI tiene molto a questo dossier, che però inquieta, più o meno apertamente, diversi settori della Chiesa cattolica, dagli episcopati nordeuropei a diversi settori della Curia romana, dagli ambienti catto-progressisti all'Opus dei. Il Papa ha ricevuto il superiore dei Lefebvriani, mons. Bernard Fellay, poco dopo l'elezione al soglio pontificio, ha liberalizzato il messale pre-conciliare tanto caro ai tradizionalisti (2007), ha tolto la scomunica ai quattro vescovi (2009) e per due anni ha fatto condurre ai suoi uomini colloqui che dovrebbero ora tradursi nella firma, da parte dei Lefebvriani, di un 'preambolo dottrinale'. Superando - è la speranza della Santa Sede - la virulenta polemica lefebvriana nei confronti del Concilio vaticano II. Nelle scorse settimane mons. Fellay ha inviato a Roma una prima risposta (insufficiente), poi una seconda (incoraggiante) e oggi la congregazione per la Dottrina della fede ha "esaminato il testo" e "sono state formulate alcune osservazioni che saranno tenute presenti nelle ulteriori discussioni tra la Santa Sede e la fraternità San Pio X". Il procedimento, insomma, "continua", come ha spiegato il portavoce vaticano Federico Lombardi, non avrà tempi "molto brevi", "il processo è totalmente aperto" ed è "prematuro prefigurare tempi e modi" della sua conclusione. Il Papa, ovviamente, è sovrano di decidere come crede, ma questa è l'autorevole opinione che la congregazione per la Dottrina della fede ha formulato.

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