martedì 17 gennaio | 12:32
pubblicato il 12/set/2013 12:00

Papa: perdonare nemico non è facile, uomo da solo non può farlo

In messa a Santa Marta esorta a "contemplazione" di Gesù e Maria

Papa: perdonare nemico non è facile, uomo da solo non può farlo

Città del Vaticano, 12 set. (askanews) - San Paolo invita i cristiani a rivestirsi di "sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine", di sopportazione e perdono reciproco. E' partito da qui Papa Francesco, nel corso della messa mattutina nella casa Santa Marta, per proseguire: "La nostra domanda viene subito: ma, come posso fare questo? Come mi preparo per far questo? Cosa devo studiare per fare questo?". La risposta, ha affermato Bergoglio, "è chiara": "Noi, con il nostro sforzo, non possiamo farlo. Noi non possiamo fare questo. Soltanto una grazia può farlo in noi". Il Vangelo - ha detto il Pontefice a quanto riportato dalla 'Radio vaticana' - è esigente, chiede "cose forti" a un cristiano: capacità di perdonare, magnanimità, amore per i nemici. C'è un solo modo per riuscire a metterle in pratica: "contemplare la Passione, l'umanità di Gesù" e imitare il comportamento di sua madre. E proprio alla Madonna, di cui oggi la Chiesa festeggia il "Santo Nome", Papa Francesco ha dedicato il primo pensiero dell'omelia. Una volta, ha detto, la festa odierna era detta del "dolce Nome di Maria". Poi, la definizione è cambiata, "ma nella preghiera - ha osservato - è rimasta questa dolcezza del suo nome": "Ne abbiamo bisogno, di dolcezza, oggi, dalla Madonna, per capire queste cose che Gesù ci chiede, no? Perché questo è un elenco non facile da vivere. Amate i nemici, fate il bene, prestate senza sperare nulla... A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra, a chi ti strappa il mantello non rifiutare anche la tunica... Ma, sono cose forti, no? Ma tutto questo, a suo modo, è stato vissuto dalla Madonna: è la grazia della mansuetudine, la grazia della mitezza". "Pensare a Gesù soltanto. Se il nostro cuore, se la nostra mente è con Gesù, il trionfatore, quello che ha vinto la morte, il peccato, il demonio, tutto, possiamo fare questo che ci chiede lo stesso Gesù e che ci chiede l'Apostolo Paolo: la mitezza, l'umiltà, la bontà, la tenerezza, la mansuetudine, la magnanimità. Se non guardiamo Gesù, se non siamo con Gesù non possiamo fare questo. E' una grazia: è la grazia che viene dalla contemplazione di Gesù", ha detto ancora il Papa. "Non c'è un'altra strada: non ce n'è. E' l'unica. Per essere buoni cristiani, contemplare l'umanità di Gesù e l'umanità sofferente. Per dare testimonianza, per poter dare questa testimonianza, quello. Per perdonare, contempla Gesù sofferente. Per non odiare il prossimo, contempla Gesù sofferente. Per non chiacchierare contro il prossimo, contempla Gesù sofferente. L'unico. Nascondi la tua vita con Cristo in Dio: questo è il consiglio che ci dà l'Apostolo. E' il consiglio per diventare umili, miti e buoni, magnanimi, teneri".

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