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pubblicato il 04/ott/2013 12:00

Papa: la Chiesa si deve spogliare del "cancro" della mondanità

"La Chiesa siamo tutti. Non diventiamo cristiani da pasticceria"

Papa: la Chiesa si deve spogliare del "cancro" della mondanità

Assisi, 4 ott. (askanews) - "La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria". Così Papa Francesco nella sala della spogliazione di Assisi, dove San Francesco si spogliò degli averi. Il Papa ha definito la mondanità "lebbra" e "cancro" della società. "Come ha detto il fratello vescovo - ha detto il Papa facendo riferimento a quanto appena affermato dal vescovo di Assisi Domenico Sorrentino - che è la prima volta che un Papa in 800 anni viene qui (nella sala della spogliazione, ndr.). Nei giorni scorsi - ha proseguito il Papa mettendo completamente da parte il discorso che aveva preparato - sui giornali si facevano fantasie: il Papa andrà a spogliare la Chiesa, spoglierà gli abiti dei vescovi e dei cardinali, si spoglierà se stesso... Questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi: ma la Chiesa siamo tutti, dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa, e tutti dobbiamo andare sulla strada di Gesù, che ha fatto una strada di spogliazione, è diventato servo, servitore, ha voluto essere umiliato fino alla croce, e se noi vogliamo essere cristiani non c'è un'altra strada. Possiamo fare un cristianesimo un po' umano? Senza croce, senza Gesù, senza spogliazione? Diventeremmo cristiani di pasticceria, con belle torte, belle cose dolci, ma non cristiani davvero. Qualcuno - ha proseguito il Papa - dice: ma di cosa deve spogliarsi la Chiesa? Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti, il :ericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo, la mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all'orgoglio: questo è un idolo, non Dio, è l'idolatria, il peccato più forte. Quando i media parlano della Chiesa credono che la Chiesa sono i preti, le suore, i vescovi, i cardinali e il Papa. Ma la chiesa siamo tutti noi e tutti noi dobbiamo svuotarci di questa mondanità, lo spirito contrario allo spirito delle beatitudini. La mondanità ci fa male. E' tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro secondo lui di quella sicurezza che gli dà il mondo. Non si può lavorare dalle due parti. La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria. Gesù stesso diceva che non si può servire due padroni: o dio o il denaro. E' triste cancellare con una mano quello che scriviamo con l'altra. Il Vangelo è Vangelo. Dio è l'unico, Gesù si è fdatto servitore di noi e lo spirito del mondo non c'entra". "Quando Francesco qui ha fatto quel gesto di spogliarsi - ha concluso il Papa - era un ragazzo giovane: è stato la forza di Dio che lo ha spinto a fare questo. Oggi qui chiediamo la grazia per tutti i cristiani: il Signore ci dia a tutti noi il coraggio di spogliarci, spogliarci dlelo spirito del mondo, che è la lebbra, il cancro della società, il nemico di Gesù".

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