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pubblicato il 21/mar/2014 12:00

Papa incontra familiari vittime mafia. Don Ciotti: non ha esitato

Dalle 17.30 alle 19 nella parrocchia di San Gregorio VII a Roma

Papa incontra familiari vittime mafia. Don Ciotti: non ha esitato

Città del Vaticano, 21 mar. (askanews) - "Quando ho incontrato Papa Francesco ho espresso il desiderio di tanti, di molte famiglie di vittime della mafia, di chi fa parte di Libera e del gruppo Abele, e gli ho chiesto se potesse partecipare a questo momento di preghiera che facciamo ogni anno. Il Papa non ha esitato a dire 'vengo', con semplicità e affetto". Lo racconta don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e del gruppo Abele, in vista della veglia di preghiera che questo pomeriggio, dalle 17.30 alle 19 nella parrocchia di San Gregorio VII vicino al Vaticano, sarà presenziata da Papa Francesco. Ogni anno, dal 1996, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera, "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", ricorda in tutta Italia le vittime innocenti della criminalità organizzata con una "Giornata della Memoria e dell'Impegno". Si tiene poi una manifestazione, l'anno scorso a Firenze e quest'anno a Latina, domani, in vista della quale, oggi, giungono a Roma da tutta Italia 700 familiari delle vittime delle mafie. "La stragrande maggioranza delle vittime di mafia - spiega don Ciotti - sono persone non conosciute. Il primo diritto di ogni persona è essere ricordata per nome. Per questo ogni anno leggiamo, in tutte le città in cui siamo presenti, tutti i nomi delle vittime di mafia. E il Papa domani pomeriggio sarà con noi durante tutta la veglia a cui verranno letti questi nomi". Don Ciotti, che il 19, come ogni anno, è stato a Casal di Principe per ricordare don Peppe Diana, ucciso 20 anni fa dalla camorra, sottolinea che la "Giornata della Memoria e dell'Impegno" cada il primo giorno di primavera perché "vogliamo che sia una primavera di giustizia, di diritti, di libertà". Questo Papa dà fastidio alle mafie? "Mi auguro che tutti diamo fastidio alla violenza, alla arroganza delle mafie", risponde don Ciotti. "Non dobbiamo lasciare soli coloro che combattono la mafia. Il Papa parla con grande chiarezza, chiama il male per nome". Il sacerdote ricorda poi come ha conosciuto il Papa: "Appena è stato eletto Papa, ho avuto la gioia di presentare un libro su di lui alla sede della Civiltà cattolica, 'Guarire dalla corruzione' pubblicato dalla Editrice missionaria italiana, un'analisi perfetta della corruzione, e l'ho presentato di nuovo a Portocomaro, in Piemonte, paese di origine del padre di Bergoglio. La prima volta che l'ho incontrato, poi, gli ho portato un pacco di caffè. Ero stato in una piccola torrefazione di Torino gestita da parenti alla lontana del Papa, che mi avevano dato questo regalo per lui. Quando l'ho rivisto si è ricordato e mi ha detto che il caffè era buono".

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