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pubblicato il 13/mar/2013 12:00

Papa/ Francesco I, il gesuita che viene dall'America latina

Prime parole ai fedeli: hanno preso vescovo Roma a fine del mondo

Papa/ Francesco I, il gesuita che viene dall'America latina

Città del Vaticano, 13 mar. (askanews) - E' il primo Papa dell'America latina. E' il primo Papa gesuita. Fu il contendente di Joseph Ratzinger al Conclave del 2005 e, ora, smentendo alcune ricostruzioni approssimative che lo volevano restio a diventare Papa, prende il suo testimone. Francesco I - questo il nome scelto da Jorge Mario Bergoglio - era uno di quei pochi cardinali che ti richiamavano al telefono se lo cercavi. Sia permesso anche al cronista d'agenzia un piccolo aneddoto personale. Preparando gli articoli per il Conclave, avevo parlato con diverse personalità, dentro e fuori il Vaticano, per compilare una lista dei "papabili". Spiccavano i nomi di Angelo Scola, Pedro Odilo Scherer, Marc Ouellet, Peter Erdo, Timothy Dolan e Sean O'Malley. Ma un monsignore di lungo corso ed un attento osservatore di cose vaticane mi fecero più volte il nome di Jorge Mario Bergoglio, argentino, contendente di Joseph Ratzinger al Conclave del 2005, unico gesuita del Conclave dopo che l'arcivescovo emerito di Giakarta, il gesuita Julius Riyadi Darmaatmadja, aveva rinunciato per motivi di salute. Ho studiato alla Pontificia Università Gregoriana, conosco qualche gesuita, decisi di provare a incontrare Bergoglio. Scoprii che, prima di trasferirsi alla Casa Santa Marta in Vaticano per il Conclave, pernottava nella casa sacerdotale di via della Scrofa. Lasciai lì una lettera per domandargli un incontro "off-the-records". Non speravo mi rispondesse. E invece giovedì mattina mi squilla il cellulare, e dall'altra parte del telefono una voce dall'accento sudamericano, ma in perfetto italiano, mi spiega: "Mi scusi tanto, ma proprio non posso incontrarla, cerchi di capire, la situazione in cui mi trovo...". Non capii subito a quale "situazione" facesse riferimento, ma mi colpì che quasi si scusasse con il giornalista sconosciuto, Jorge Mario Bergoglio, eletto oggi Papa Francesco I. E' il primo Papa dell'America latina, il continente dove il cattolicesimo ha centinaia di milioni fedeli ma solo 19 cardinali elettori entrati in Conclave. E' il primo Papa gesuita, come il portavoce vaticano Federico Lombardi che, con una punta di commozione in un briefing serale, ha però sottolineato soprattutto il continente d'origine e la scelta del nome di "padre Bergoglio": Francesco I come il santo patrono di quell'Italia da cui la famiglia Bergoglio proviene. Al Conclave del 2005 è stato il contendente di Joseph Ratzinger. L'unica ricostruzione impeccabile di quel Conclave l'ha data Lucio Brunelli, vaticanista d'eccezione, che su 'Limes' pubblicò i diari di un cardinale su quell'evento. Ha 77 anni e i cardinali lo hanno dunque preferito ad un Papa giovane, pensando soprattutto ad un uomo di Chiesa navigato, stimato da conservatori e progressisti, personalmente limpido. Determinato a riformare la Curia romana. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù. E' stato professore di letteratura e di psicologia. E' stato ordinato sacerdote nel dicembre '69. E' stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato con ablità per sei anni, sebbene alcuni gesuiti argentini lo abbiano contestato ai tempi del regime. Nell'anno santo del 2000 fece "indossare" all'intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe commesse negli anni della dittatura. Dal 1992 è arcivescovo di Buenos Aires. Schivo, colto, Bergoglio è sempre stato restio ad accettare ruoli curiali. Molti nunzi apostolici, però, lo apprezzano, e non da oggi. E' oppositore del lusso e degli sprechi. Ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici. Quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri. Si è presentato ai fedeli, dal loggione centrale di San Pietro, con immediatezza ed emozione. "Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo ... ma siamo qui ... vi ringrazio dell'accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca". Il Papa ha poi recitato il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre con i fedeli presenti in Piazza San Pietro. Poi ha proseguito: "E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l'uno per l'altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l'evangelizzazione di questa città tanto bella! E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima - prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo che chiede la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me". Papa Francesco ha quindi dato la sua benedizione Urbi et Orbi a tutti i fedeli presenti. Poi ha concluso: "Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!".

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