sabato 21 gennaio | 10:14
pubblicato il 24/set/2014 13:14

Papa: forza Chiesa non risiede in strutture o capacita' organizzative

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 24 set 2014 - ''Anche oggi, come ieri, la forza della Chiesa non e' data tanto dalle capacita' organizzative o dalle strutture, che pure sono necessarie, ma la sua forza la Chiesa non la trova li'. La nostra forza e' l'amore di Cristo! Una forza che ci sostiene nei momenti di difficolta' e che ispira l'odierna azione apostolica per offrire a tutti bonta' e perdono, testimoniando cosi' la misericordia di Dio''. Lo ha ribadito stamane papa Francesco che, nel corso dell'udienza generale di fronte ad oltre 30 mila fedeli in piazza San Pietro, ha ricordato il suo recente viaggio in Albania. Francesco ha voluto condividere con i fedeli una immagine che gli e' rimasta impressa quando percorrendo il viale principale di Tirana che dall'aeroporto porta alla grande piazza centrale, ha potuto vedere i ritratti di quaranta sacerdoti assassinati durante la dittatura comunista e per i quali e' stata avviata la causa di beatificazione. ''Questi - ha aggiunto - si sommano alle centinaia di religiosi cristiani e musulmani assassinati, torturati, incarcerati e deportati solo perche' credevano in Dio''. Anni, quelli della dittatura, definiti ''bui'', durante i quali ''e' stata rasa al suolo la liberta' religiosa ed era proibito credere in Dio, migliaia di chiese e moschee furono distrutte, trasformate in magazzini e cinema che propagavano l'ideologia marxista, i libri religiosi furono bruciati e ai genitori si proibi' di mettere ai figli i nomi religiosi degli antenati''. Ma proprio il ricordo di quei tragici eventi, per il Pontefice, ''e' essenziale per il futuro di un popolo. La memoria dei martiri che hanno resistito nella fede - ha detto infatti - e' garanzia per il destino dell'Albania; perche' il loro sangue non e' stato versato invano, ma e' un seme che portera' frutti di pace e di collaborazione fraterna. Oggi, infatti, l'Albania e' un esempio non solo di rinascita della Chiesa, ma anche di pacifica convivenza tra le religioni.

Pertanto, i martiri - ha concluso - non sono degli sconfitti, ma dei vincitori: nella loro eroica testimonianza risplende l'onnipotenza di Dio che sempre consola il suo popolo, aprendo strade nuove e orizzonti di speranza''.

gc/

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