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pubblicato il 27/feb/2014 12:00

Papa: Chiesa non ha bisogno di vescovi apologeti e crociati

Custodi della dottrina non per misurare distanza mondo da verità

Papa: Chiesa non ha bisogno di vescovi apologeti e crociati

Città del Vaticano, 27 feb. (askanews) - "La Chiesa non ha bisogno di apologeti delle proprie cause né di crociati delle proprie battaglie, ma di seminatori umili e fiduciosi della verità, che sanno che essa è sempre loro di nuovo consegnata e si fidano della sua potenza". Lo ha detto il Papa in un passaggio di un discorso nel quale indica i criteri per la selezione dei vescovi in una inedita udienza alla congregazione dei vescovi. Uno dei criteri individuati dal Papa per scegliere i vescovi è che, come i dodici apostoli di cui sono apostoli, essi sono portatori dell'annuncio della saggezza (kerigma) e devono pertanto essere vescovi "kerigmatici": "Uomini che rendono accessibile quel 'per voi' di cui parla san Paolo. Uomini custodi della dottrina non per misurare quanto il mondo viva distante dalla verità che essa contiene, ma per affascinare il mondo, per incantarlo con la bellezza dell'amore, per sedurlo con l'offerta della libertà donata dal Vangelo. La Chiesa non ha bisogno di apologeti delle proprie cause né di crociati delle proprie battaglie, ma di seminatori umili e fiduciosi della verità, che sanno che essa è sempre loro di nuovo consegnata e si fidano della sua potenza. Vescovi consapevoli che anche quando sarà notte e la fatica del giorno li troverà stanchi, nel campo le sementi staranno germinando. Uomini pazienti perché sanno che la zizzania non sarà mai così tanta da riempire il campo. Il cuore umano è fatto per il grano, è stato il nemico che di nascosto ha gettato il cattivo seme. Il tempo della zizzania tuttavia è già irrevocabilmente fissato". "Vorrei sottolineare bene questo: uomini pazienti! Dicono - afferma Bergoglio - che il Cardinale Siri soleva ripetere: 'Cinque sono le virtù di un Vescovo: prima la pazienza, seconda la pazienza, terza la pazienza, quarta la pazienza e ultima la pazienza con coloro che ci invitano ad avere pazienza'. Bisogna quindi impegnarsi piuttosto sulla preparazione del terreno, sulla larghezza della semina. Agire come fiduciosi seminatori, evitando la paura di chi si illude che il raccolto dipenda solo da sé, o l'atteggiamento disperato degli scolari che, avendo tralasciato di fare i compiti, gridano che ormai non c'è più nulla da fare".

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