martedì 24 gennaio | 22:41
pubblicato il 30/set/2014 11:38

Papa: anche il lamento e' preghiera ma evitare lamentele da teatro

"La vera preghiera viene dal cuore, dal momento che uno vive" (ASCA) - Roma, 30 set 2014 - Anche il lamento, in momenti bui, diventa preghiera ma guardiamoci dalle "lamentele da teatro". E' quanto sottolineato da Papa Francesco nella messa odierna a Santa Marta. Radio Vaticana riferisce, sul suo sito internet, che Francesco ha preso spunto da un passo del Libro di Giobbe. Il Papa ha, quindi, ricordato chi vive "grandi tragedie" come i cristiani cacciati dalle loro case per la propria fede. Giobbe maledice il giorno in cui e' nato, la sua preghiera appare come una maledizione. Papa Francesco ha incentrato la sua omelia sulla Prima Lettura che ci mostra Giobbe maledire la sua vita.

"E' stato messo alla prova - ha rammentato il Papa - ha perso tutta la famiglia, ha perso tutti i beni, ha perso la salute e tutto il suo corpo e' diventato una piaga, una piaga schifosa".

In quel momento, ha sottolineato Francesco, "e' finita la pazienza e lui dice queste cose. Sono brutte! Ma lui sempre era abituato a parlare con la verita' e questa e' la verita' che lui sente in quel momento". Anche Geremia, ha rammentato, "usa quasi le stesse parole: 'Maledetto il giorno che nacqui!'". "Ma questo uomo bestemmia? Questa e' la mia domanda - si e' chiesto Francesco - quest'uomo che sta solo, cosi', in questo, bestemmia?".

"Gesu', quando si lamenta - 'Padre, perche' mi ha abbandonato!' - bestemmia? Il mistero e' questo. Tante volte - ha osservato il pontefice - io ho sentito persone che stanno vivendo situazioni difficili, dolorose, che hanno perso tanto o si sentono sole e abbandonate e vengono a lamentarsi e fanno queste domande: perche'? Perche'? Si ribellano contro Dio. E io dico: 'Continua a pregare cosi', perche' anche questa e' una preghiera'. Era una preghiera quando Gesu' ha detto a suo Padre: 'Perche' mi ha abbandonato!'".

E' una "preghiera quella che fa Giobbe qui. Perche', ha evidenziato, pregare e' diventare in verita' davanti a Dio. E Giobbe non poteva pregare altrimenti". "Si prega con la realta' - ha soggiunto Francesco - la vera preghiera viene dal cuore, dal momento che uno vive. E' la preghiera nei momenti del buio, nei momenti della vita - ha detto il Papa - dove non c'e' speranza, non si vede l'orizzonte".

(segue) Pol/Bar

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