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pubblicato il 25/apr/2011 05:10

Papa/ Accogliamo profughi africani, pace in Libia e Medio Oriente

A messaggio 'urbi et orbi' 100mila fedeli in piazza San Pietro

Papa/ Accogliamo profughi africani, pace in Libia e Medio Oriente

Città del Vaticano, 25 apr. (askanews) - Con un invito ad accogliere i profughi dell'Africa il Papa ha messo le rivolte del mondo arabo e il loro riflesso migratorio sull'Europa al cuore del tradizionale messaggio 'urbi et orbi' pronunciato a conclusione della messa di Pasqua in piazza San Pietro. "Ai tanti profughi e ai rifugiati, che provengono da vari Paesi africani e sono stati costretti a lasciare gli affetti più cari arrivi la solidarietà di tutti", ha detto Benedetto XVI. "Gli uomini di buona volontà siano illuminati ad aprire il cuore all'accoglienza, affinché in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità impellenti di tanti fratelli. A quanti si prodigano in generosi sforzi e offrono esemplari testimonianze in questa direzione - ha aggiunto - giunga il nostro conforto e apprezzamento". Ad ascoltare Benedetto XVI, affacciato dal loggione centrale della basilica vaticana, una piazza San Pietro traboccante di fedeli. Una folla che occupava anche l'ultimo tratto di via della Conciliazione e che raggiungeva, forse, le centomila presenze. Nella piazza, i decori floreali inviati come ogni anno dall'Olanda. Al Nord Africa il Papa ha dedicato ampi passaggi del suo discorso 'alla città e al mondo'. Benedetto XVI ha poi speso parole di incoraggiamento per "quanti soffrono contraddizioni, o addirittura persecuzioni per la propria fede" in tutto il mondo e ha auspicato "la pace e la dignità" dei popoli del Medio oriente. Ha ricordato i giapponesi colpiti dal terremoto e ha esortato gli abitanti della Costa d'Avorio a "un cammino di riconciliazione e perdono". Poi, al momento dei saluti ai fedeli presenti in piazza San Pietro o collegati in mondovisione, un messaggio all'Italia: "Il Signore Risorto risvegli nei singoli, nelle famiglie e nelle comunità un desiderio ancor più grande di unità e di concordia". Saluto al quale ne sono seguiti altri 64 nei diversi idiomi, dall'inglese all'esperanto, dall'arabo all'ebraico, fino al finale latino: "In resurrectione tua, Christe, caeli et terra laetentur".

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