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pubblicato il 19/giu/2011 19:59

Papa a giovani: Non cedete a superficialità, ebrezza ed egoismo

Progresso tecnicoscientifico non basta per problemi umanità

Papa a giovani: Non cedete a superficialità, ebrezza ed egoismo

Roma, 19 giu. (askanews) - "Non cedete a logiche individualistiche ed egoistiche": così il Papa ai giovani della diocesi di San Marino-Montefeltro incontrati nella cattedrale di Pennabilli. "Guardando in noi stessi con verità, con coraggio che intuiamo la bellezza, ma anche la precarietà della vita e sentiamo un'insoddisfazione, un'inquietudine che nessuna cosa concreta riesce a colmare", ha detto Benedetto XVI. "Cari amici, vi invito a prendere coscienza di questa sana e positiva inquietudine, a non aver paura di porvi le domande fondamentali sul senso e sul valore della vita. Non fermatevi però alle risposte parziali, immediate, certamente più facili e più comode, che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che non vi portano alla vera gioia di vivere, quella che nasce da chi costruisce non sulla sabbia, ma sulla solida roccia. Imparate allora a riflettere, a leggere in modo non superficiale, ma in profondità la vostra esperienza umana: scoprirete, con meraviglia e con gioia, che il vostro cuore è una finestra aperta sull'infinito!". "Una delle illusioni prodotte nel corso della storia è stata quella di pensare che il progresso tecnicoscientifico, in modo assoluto, avrebbe dato risposte e soluzioni a tutti i problemi dell'umanità", ha detto il Papa. "In realtà, se anche ciò fosse stato possibile, nulla e nessuno avrebbe potuto cancellare le domande sul significato della vita, perché queste sono scritte, per così dire, nell'animo umano e oltrepassano la sfera dei bisogni. L'uomo, anche nell'era del progresso scientifico e tecnologico, rimane un essere aperto alla verità intera della sua esistenza, che non si ferma alle cose materiali, ma si apre ad un orizzonte molto più ampio. Tutto questo voi lo sperimentate continuamente ogni volta che vi domandate: perché?; quando contemplate un tramonto, o una musica muove in voi il cuore e la mente; quando provate che cosa vuol dire amare veramente; quando sentite forte il senso della giustizia e della verità". Per Benedetto XVI, "il rischio è sempre quello di rimanere imprigionati nel mondo delle cose, del relativo, dell'utile, perdendo la sensibilità per ciò che si riferisce alla nostra dimensione spirituale".

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